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Divorzio lampo addio, per ora!

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Addio al divorzio lampo. È stata la stessa relatrice del testo, Rossana Filippin (PD), dopo l’assemblea del gruppo, che ha dovuto mettere ai voti lo stralcio della norma contenuta nell’articolo 1 della legge sul divorzio breve. La Filippin spiega: “L’ho fatto per ottenere rapidamente il risultato più importante che è la riduzione dei tempi per il divorzio“. Ha poi aggiunto: “La sola ragione per cui l’ho fatto è che questo consente al divorzio diretto di acquistare una vita autonoma e di proseguire il suo cammino, indipendentemente e separatamente dal divorzio breve, con il supplemento di riflessione che è stato richiesto. A titolo personale, ribadisco la mia personale convinzione che si tratti di una norma utile, che completa la riforma della legislazione sul divorzio“.

La norma iniziale prevedeva la possibilità di evitare il periodo di separazione quando la volontà di dirsi addio fosse stata condivisa da entrambi i coniugi, in assenza di figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o figli con meno di 26 anni economicamente non autosufficienti.

Il Senato ha accolto, con votazione per alzata di mano (con 230 sì, 7 no e 8 astenuti), la proposta della Filippin di stralciare la norma, così da poterne fare un disegno di legge apposito. Stralcio pensato per consentire un’approvazione rapida del divorzio breve che tanti nella maggioranza aspettano e l’impegno politico e parlamentare dei democratici a portare in Senato un disegno di legge che contenga la norma del divorzio diretto.
Hanno votato a favore dello stralcio Ncd e Pd, contrari Sel, M5S i senatori Psi. Forza Italia ha dato libertà di voto.

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Con l’attuale testo lo scioglimento del matrimonio sarebbe dunque possibile entro «dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e di sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale». Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, o alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato.

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