Categorie: Cronaca

La strage a Tunisi: 22 morti di cui 4 italiani

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Oltre venti i turisti morti, di cui quattro italiani, e una quarantina di feriti: è il bilancio del terribile attacco targato Stato Islamico. Questa volta la violenza della cellula jihadista si è scatenata in Tunisia, dove un commando di uomini armati di kalashnikov e travestiti da militari, ha prima fatto fuoco contro un pullman di turisti e poi si è rinchiuso nel museo del Bardo a Tunisi, trattenendo degli ostaggi.

I terroristi vestiti con le uniformi dell’esercito tunisino stavano tentando di entrare nel Parlamento, sono stati però bloccati dagli agenti di sicurezza dell’Assemblea dei rappresentanti. L’attacco, sventato, è avvenuto mentre in aula era presente per un’audizione il ministro della Giustizia, Mohammed Salah Ben Aissa. Costretti a ripararsi nel vicino Museo di Bardo, i miliziani hanno avuto diversi scontri a fuoco con le forze di sicurezza. Si sono poi asserragliati nelle sale prendendo in ostaggio i visitatori. Tra loro anche decine di crocieristi italiani che avevano fatto tappa a Tunisi. Alcuni dei sequestrati inviavano, dall’interno, fotografie via Twitter testimoniando in diretta l’accaduto.

Un blitz delle forze speciali tunisine ha portato alla liberazione dei prigionieri nel Museo. È stato lo stesso ministero degli Interni di Tunisi ad annunciare alla tv Al Jazeera l’uccisione degli assalitori e la liberazione di tutti gli ostaggi. Un poliziotto e due terroristi sono rimasti uccisi nell’operazione. Un terzo è stato arrestato. I media locali hanno riportato i nomi dei due killer uccisi: si tratta di Jabeur Khachnaoui e Yassine Laabidi, entrambi di nazionalità tunisina. Altri due o tre coinvolti nell’attacco potrebbero essere in fuga. Secondo i media locali, l’attacco sarebbe stato rivendicato dall’Isis, altre fonti parlano di Ansar al-Sharia.

Il bilancio resta grave: quattro gli italiani morti, tredici feriti su un totale di quarantaquattro persone attualmente assistite negli ospedali della capitale tunisina. Ancora incerta l’identità e la nazionalità di alcune delle vittime. Al termine della riunione dell’unità di crisi del governo incaricata di monitorare la situazione della sicurezza nel Paese, sono state durissime le parole del premier tunisino Habib Essid: “La guerra al terrorismo sarà lunga. Siamo pronti e in grado di difendere la nostra Nazione e non avremo nessuna pietà verso chi minaccia il Paese“. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha condannato gli atti criminali di Tunisi esprimendo vicinanza al governo e alle autorità locali.

Foto by Twitter

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