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Scuola sciopera, migliaia contro Renzi: “Non è questa la Buona Scuola che vogliamo” [VIDEO]

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Sette cortei in sette città. Decine di migliaia di persone questa mattina erano nelle piazze di tutta Italia per protestare contro la riforma della Buona Scuola del governo Renzi, il cui testo è atteso in aula alla Camera il 14 maggio con votazione finale il 19.

Alcuni sindacalisti hanno definito questo sciopero generale “il più grande di sempre“: centinaia gli istituti scolastici chiusi in tutta Italia, con tassi di adesione fino all’80%. Al fianco dei docenti, principali protagonisti della  protesta, anche tanti studenti:  quasi centomila a Roma, cinquantamila a Milano, quindicimila a Bari, diecimila a Palermo, cinquemila a Cagliari, a Catania e poi Aosta.

Ieri sera c’è stato anche un blitz notturno davanti al Miur dell’Unione degli Universitari e della rete degli studenti medi per dire no ai provvedimenti sulla Buona Scuola e per ribadire la totale contrarietà ai metodi che sono stati utilizzati da parte del governo nella costruzione di questa riforma che porta la firma del ministro Stefania Giannini.

Mentre tutti i colleghi partecipavano in massa alla protesta, la moglie del premier, Agnese Landini, ha deciso di non scioperare. “Io sono a scuola“, si è limitata a rispondere la Landini, docente part time dell’istituto superiore Ernesto Balducci di Pontassieve (Firenze). “La signora Agnese non sciopera perché lei non ha i nostri problemi. La certezza di avere sempre uno stipendio a fine mese lei ce l’ha“, ha dichiarato un’insegnante che manifestava.

Governo e maggioranza da una parte ribadiscono la bontà del disegno di legge e l’intenzione di andare avanti, ma dall’altra non rinunciano a lasciare una porta aperta al dialogo viste anche le modifiche apportate al Ddl in Commissione alla Camera. “Se ci sono modifiche da fare le faremo, non c’è chiusura totale“, ha spiegato il ministro Maria Elena Boschi.

Ma quali sono i contenuti di questa tanto temuta riforma? Districarsi nel testo non è poi così semplice, sia per la corposità e il linguaggio articolato sia per la varietà delle zone di intervento. Il testo normativo, infatti, tratterà le modalità di assunzione degli insegnanti, agirà sull’offerta formativa per gli studenti, sulla formazione del corpo docenti, sui nuovi poteri che assumerà il dirigente scolastico. Per non dimenticare gli articoli che prevederanno gli sgravi fiscali, i bonus per coloro che vorranno finanziare la scuola pubblica e il piano di intervento per l’edilizia scolastica.

Su che cosa, dunque, verte il dibattito che ha portato in piazza migliaia di addetti ai lavori? I punti che suscitano più proteste nel mondo della scuola sono senza dubbio quelli relativi al potenziamento dei poteri del dirigente scolastico ma soprattutto gli articoli del Ddl relativi al piano di assunzioni. Vista la complessità delle varie posizioni dei docenti, tra vincitori di concorso, idonei in graduatoria, precari di lungo corso e tante altre situazioni che negli anni si sono venute a creare, la riforma regolarizzerà molte posizioni, sono previste più di 100.000 assunzioni, ma lascerà o a casa o in un limbo indefinibile un numero imprecisato di altri docenti.

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