Scoppia la polemica a Monza per la mancata iscrizione di uno studente omosessuale. L’istituto cattolico era già conosciuto per le sue discriminazioni.
Ci sono ricascati: dopo la denuncia di un anno fa per presunti atteggiamenti discriminatori a scuola nei confronti del figlio gay, la vicenda è tornata a galla per un aggiornamento clamoroso. Iscritto a una scuola religiosa del capoluogo brianzolo, il sedicenne si è visto rifiutare l’iscrizione al nuovo anno scolastico dall’Ente cattolico di formazione professionale di Monza (Ecfop). La ferita si riapre, a un anno dalla vicenda che ha visto il ragazzo «punito» in corridoio dopo che tra i compagni era circolata una sua foto hot (nudo e abbracciato ad un partner). Secondo quanto racconta il padre adottivo dell’adolescente, questa estate l’istituto avrebbe volutamente dilatato i tempi per concedere l’iscrizione così da far scadere i termini utili.
Una notizia che fa molto riflettere sull’arretratezza della società in cui viviamo: «Siamo persone con un disperato bisogno di lavorare – ha raccontato il padre del ragazzo- e non abbiamo potuto presentarci al colloquio di fine giugno tra docenti e genitori, ma avevamo avvertito che non ci saremmo stati. Poi non abbiamo fatto altro che telefonare alla scuola, volevamo i moduli per formalizzare l’iscrizione, ma ogni volta venivamo rimandati con qualche scusa, fino a che una persona in segreteria ci ha detto che il preside non voleva nostro figlio per quanto successo un anno fa».
Il preside della scuola Adriano Corioni non ha voluto commentare. Il padre, come confermato anche da fonti anonime, ha spiegato che quest’anno la classe contava solo 18 alunni rispetto ai 25 dello scorso anno: «Quindi – commenta – di posto per farlo entrare ce n’era eccome. Lo scorso anno, prima che accadesse quel fatto, ci eravamo iscritti pochi giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, e nessuno ci ha detto nulla». Ci saranno altre scuole disposte ad accoglierlo comunque?
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