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Obama all’Onu: “Bisogna fare di più per i profughi”. Intanto in Siria la tregua è finita

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Nel suo ultimo discorso all’Onu il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama ha fatto un vero e proprio appello alle nazione più forti: “Facciamo tutti di più per i rifugiati”. Intanto in Siria da ieri 20 Settembre è cessata la tregua e è stato bombardato un convoglio di aiuti umanitari

Il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama nel suo ultimo discorso alla settantaduesima sessione dell’Onu focalizza l’attenzione sulla guerra in Siria e sopratutto sulle sue vittime: i migliaia di rifugiati. “Le oltre cinquanta nazioni che partecipano al Summit sui rifugiati il prossimo anno raddoppieranno l’accoglienza dei profughi, arrivando ad aprire le porte a 360 mila persone. Dobbiamo ammettere che i rifugiati sono sintomo di un più ampio fallimento, di tensioni e persecuzioni. Ma come Stati Uniti siamo determinati a fare la nostra parte, aumentando il numero dei profughi reinsediati a 85 mila quest’anno, e 110 mila per il 2017. E ho organizzato questo vertice perchè tutti dobbiamo fare di più“.

Intanto da ieri in Siria è cessata la tregua iniziata il 12 Settembre. Proprio nel primo giorno della ripresa dei combattimenti è stato attaccato un convoglio di aiuti umanitari che trasportava farmaci a Urem Al Kubra, una cittadina vicino ad Aleppo. Questo è il secondo attacco verso un convoglio umanitario dall’inizio della guerra nel 2011. Il primo fu fatto dai russi. L’Onu dopo questo episodio ha sospeso gli aiuti umanitari in Siria e si entra ufficialmente nella seconda fase della tregua, quella in cui Russia e Stati Uniti si trovano unite per combattere le forze dello Stato Islamico. Ma la situazione appare molto più complicata del previsto visto che la Russia difende il governo di Assad e combatte i ribelli mentre gli Usa tutelano i ribelli moderati e sono contro il governo di Assad. Quindi si entra in una fase molto delicata della guerra che dovrebbe impegnare l’esercito russo e quello americano sul fronte della lotta contro l’Isis.

Photo Credits: Twitter

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