Il segretario della Nato (l’Alleanza Atlantica) fa sapere che nel 2018 militari italiani saranno schierati nei Paesi Baltici per fronteggiare la Russia.
Fra due anni scarsi, nel 2018, un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia. “Faranno parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici“. Lo ha detto in un colloquio con La Stampa il segretario della Nato Jens Stoltenberg. “Si tratta – sottolinea – di una presenza simbolica in una forza da 4 mila unità. La missione ha la funzione di prevenire un eventuale conflitto” conclude Stoltenberg che è stato a Roma giovedì 13 ottobre 2016 per il 50° anniversario del Nato Defense College in Italia.
Il messaggio chiave di Stoltenberg è quello di “difesa e dialogo” assieme, non in alternativa. La chiave è quindi la deterrenza, “un concetto che si è dimostrato valido per quasi settant’anni”. Sempre nel 2018 – ha aggiunto l’ex premier norvegese – “l’Italia sarà nazione guida nel Vjtf”, la Task Force di azione ultrarapida, la “punta di lancia” in grado di intervenire in cinque giorni in caso di emergenza sulla frontiera Est. “La responsabilità della Nato è prevenire la guerra. Conservare la pace. Per questo anche il linguaggio è importante e io non farò nulla per aumentare le tensioni. Anche perché non vedo minacce imminenti per gli alleati. Ce n`è una terroristica, ma non militare”, precisa Stoltenberg.
Le dichiarazioni del segretario della Nato fanno seguito a settimane di tensione che continua a crescere fra gli Stati Uniti, alle prese con una feroce campagna elettorale per le presidenziali dell’8 novembre prossimo, e la Russia di Vladimir Putin. Come è noto al centro delle tensioni vi è anche e soprattutto la questione della guerra in Siria, con scambi di accuse molto pesanti fra le due storiche superpotenze (la Russia appoggia il regime di Assad e opera militarmente con pesanti bombardamenti su Aleppo e non solo, l’America ). Ma anche la forte presenza dell’Alleanza Atlantica in Polonia, il paese “occidentale” a confine, e storicamente nemico, della Russia. Una presenza fortemente sgradita da Putin.
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