Cronaca

Turchia, preso il papà della piccola Emma ma di lei nessuna traccia. La madre disperata: “Ridatemi mia figlia”

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Redazione Velvet News

Mohamed Kharat fermato dall’Interpol. Nel 2011 aveva rapito Emma, figlia sua e della compagna Alice Rossini di Monza. È giallo sulla sorte della bambina.

In esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso dal Tribunale di Monza, Mohamed Kharat è stato fermato dall’Interpol in Turchia. L’uomo, un quarantenne, cinque anni fa ha rapito la sua bambina di 6 anni, Emma Houda, portandola via alla madre Alice Rossini, residente a Vimercate (Monza), e dall’Italia. Kharat ha fatto perdere le tracce della piccola dopo averla probabilmente trasferita in Siria. A renderlo noto è l’avvocato della madre della piccola Emma, Luca Zita, il quale si è già messo in contatto con le autorità italiane in Turchia e con il Ministero degli Esteri.

“Ho parlato con il Ministero – dichiara – Kharat è stato arrestato e portato in un centro di detenzione turco per stranieri, ma mi hanno detto che potrebbe essere rimandato in Siria“. Secondo quanto sostiene il legale, una volta in Siria il quarantenne svanirebbe nel nulla. “Il nostro paese non vale nulla, se non porta a casa mia figlia“, ha detto all’agenzia Ansa Alice Rossini. Secondo quanto riferito dal legale della donna, Luca Zita, non ci sarebbero notizie precise su dove in questo momento si trova la bambina. Emma, nata nel marzo 2010, venne portata via dal padre nel dicembre del 2011, dalla casa dove la piccola viveva con l’ex moglie. La donna aveva deciso di lasciarlo e l’uomo, per vendetta, come le dirà più volte al telefono, aveva deciso di portarle via “la cosa che ti è più cara”. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, grazie alla complicità di un’altra donna (una conoscente italiana del siriano) che si era spacciata per la madre della piccola, Kharat era riuscito ad espatriare.

Sempre sempre secondo le ricostruzioni degli investigatori, l’uomo era salito su un volo diretto in Grecia e poi da lì era ripartito, da solo con Emma, alla volta della Siria. Per mesi Alice Rossini, nel frattempo attivatasi nel chiedere aiuto tramite le forze dell’ordine italiane e lanciando appelli in rete, non aveva saputo più nulla della piccola Emma. Secondo il racconto della donna, Kharat le avrebbe poi telefonato almeno due volte, avanzando richieste economiche per restituirle la figlia, passandogliela al telefono solo per pochi secondi. La Rossini era poi volata al confine tra Siria e Turchia, a fine settembre 2014, dove aveva avuto l’ultimo contatto (sempre telefonico) con l’ex marito che, anche in quell’occasione, le aveva chiesto trecentomila euro per restituire Emma. Da allora ogni contatto era stato interrotto. Nel frattempo il siriano è stato condannato prima in Tibunale a Monza, quindi in Appello Milano, a dieci anni in contumacia per sequestro di persona e sottrazione di minore. Per Kharat erano stati emessi sia il mandato di arresto europeo, che il mandato di cattura internazionale. Nel fine settimana l’Interpol lo ha individuato e fermato in Turchia.

Photo credits: Twitter

 

 

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