Una forte e prolungata scossa scaturita dall’oceano Pacifico ha fatto tremare la terra. Si temeva potesse seguire uno tsunami, che fortunatamente non è arrivato.
Il sisma è partito nel nord-est del Giappone, con una magnitudo pari a 6.9, ed è stato avvertito intorno alle 6 del 22 novembre in Giappone, quando in Italia erano circa le 21 del giorno prima. La scossa è stata molto lunga, e ne sono seguite molte altre di assestamento dopo quella principale. Dopo questo evento è stato lanciato immediatamente un allarme perché si temeva che la zona investita potesse essere colpita da uno tsunami; infatti l’epicentro, a 11 km di profondità, è stato localizzato nei fondali dell’oceano Pacifico e ciò a fatto scattare le misure di sicurezza.
La zona interessata dal terremoto è la stessa che nel 2011 fu colpita da un sisma 9.0, con successivo tsunami, onde alte circa 10 metri e l’impianto della centrale nucleare di Fukushima danneggiato, con conseguente rilascio di vapori radioattivi e seri danni per l’ambiente circostante. Moltissime furono le vittime e molti altri i feriti. In questo caso, invece, pare non siano stati riportati danni agli edifici e sembra non ci siano neppure vittime; per il momento si registrano soltanto sei feriti lievi e disagi provocati dall’inaspettato evento che ha sconvolto l’ordine nella zona.
Ciò che più si temeva dopo l’intensa scossa che ha colpito la parte nord-orientale del paese era proprio lo tsunami, con onde che, secondo gli esperti, avrebbero potuto raggiungere l’altezza di tre metri. Per questo è stato messo in atto un piano di evacuazione delle coste, cercando di isolare la zona investita dal pericolo. Le onde alla fine sono arrivate, ma l’altezza è stata molto più bassa di quella prevista, non raggiungendo neppure un metro. Fortunatamente non si registrano anomalie nella centrale nucleare di Fukushima, a dispetto di quanto era accaduto nel 2011.
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