Secondo le forze di Assad il conflitto ad Aleppo sarebbe giunto al termine e le ultime aree dei ribelli sarebbero state conquistate. Intanto la città è distrutta e moltissimi civili hanno perso la vita.
Dovrebbe essersi chiuso ieri 13 dicembre il conflitto ad Aleppo, dopo che le forze siriane, sostenute da quelle russe, hanno stabilito una tregua con i ribelli, grazie anche alla mediazione della Turchia. I civili hanno lasciato gli edifici, ormai privi di acqua, linea telefonica, luce e riscaldamento, e si sono riversati per le strade di una città semidistrutta, a causa delle battaglie che sono state combattute, tra cui la recente offensiva cominciata nello scorso novembre, che ha devastato Aleppo Est.
Le ultime resistenze dei ribelli, ancora asserragliati in diverse aree, hanno ceduto ai colpi delle forze filo-governative, ponendo fine, per il momento, alle ostilità. Tuttavia alla tregua sono seguite delle vendette e delle esecuzioni sommarie, che hanno spinto il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ad esprimere la sua preoccupazione per le ritorsioni sui civili e una diffusa violazione dei diritti umani. L’Unicef riferisce di molti bambini che sarebbero rimasti soli, intrappolati all’interno di un edificio, mentre Amnesty International ha lanciato un appello per aprire dei corridoi umanitari, in modo da consentire il soccorso ai civili. Francia e Gran Bretagna, invece, hanno chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu.
Non è possibile stabilire quante persone siano riuscite a fuggire dalla zona dove è stata sferrata l’ultima offensiva; probabilmente ci sono ancora tra le 20 e le 70 mila persone nell’area interessata dal conflitto e si stima che le vittime siano state all’incirca mille, per la maggior parte civili. Con l’ultimo colpo assestato ai ribelli la situazione è vicina a una svolta. Russi e turchi provvederanno a pianificare l’uscita degli ultimi combattenti ribelli, responsabili, secondo Mosca, di aver tenuto in ostaggio circa 100 mila civili ad Aleppo Est.
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