Cronaca

Omicidio di Garlasco: Chiara Poggi è stata tradita dalla giustizia

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Nei primi giorni di gennaio verrà valutata la richiesta di revisione del processo di Garlasco. Troppi errori: ma cosa è successo durante le indagini?

“Nei primi giorni di gennaio valuteremo le carte del caso Garlasco per un giudizio sulla richiesta di revisione”. Lo ha spiegato il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso al quale sono state inviate le carte processuali dopo che i legali di Alberto Stasi, attraverso una perizia, avrebbero accertato la presenza del Dna di Andrea Sempio, un amico del fratello di Chiara Poggi, sotto le unghie della vittima. Stasi: innocente o colpevole? Impossibile ancora stabilire chi nel 2007 uccise la sua fidanzata nella tristemente celebre villetta di garlasco ma è ormai evidente e noto che siano stati fatti degli errori nelle indagini.

Quali? Mancano ben 41 fotografie raccolte nei faldoni dell’indagine. Ora non si trovano più e nessuno ha chiaro dove possano essere finite. Perché sono importati? Fra di esse un’instantanea dei segni di graffi sugli avambracci, giustificati dal giovane per l’eccessiva esuberanza del suo cane. A pensarla diversamente fu il capo della caserma dei carabinieri di Garlasco che ignorò le deduzioni dei suoi sottoposti. Per una altra svista clamorosa sarà a breve processato per falsa testimonianza; ma non solo…

Un grosso punto su cui si è discusso è la celebre bicicletta: è indicata subito dopo il delitto da una testimone, ma quella posseduta dalla famiglia Stasi viene solo visionata da un maresciallo, che non la sequestra perché “non corrisponde” alla descrizione. Sarà acquisita solo dopo 7 anni, il 30 aprile del 2014 nel processo d’appello bis, quando si scoprirà inoltre che la famiglia Stasi ne aveva un’altra nella casa al mare. A far discutere è anche la perizia sulle scarpe dell’accusato, nodo chiave delle indagini perché si pensa che Stasi se le sia cambiate dopo l’omicidio e questo spiegherebbe perché al momento dell’incontro con la polizia erano perfettamente pulite. Le Lacoste color bronzo indossate da Alberto, però, sono acquisite solo dopo 19 ore la scoperta del corpo senza vita di Chiara. Gli vennero sequestrate anche altre cinque paia di scarpe, ma non sono tutte quelle che possedeva: i carabinieri si limitarono a prendere quelle che Stasi consegnò loro.

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