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Rosy Bindi lascia la politica: “Il Pd pensa solo ad applaudire Renzi”

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Redazione Velvet News

Dopo 28 anni di militanza e passione politica Rosi Bindi, la “pasionaria” cattolica del Pd, annuncia che a fine legislatura non si ricandiderà. E scaglia strali contro Matteo Renzi

“Ho lavorato in questo Palazzo per ventitre anni, e prima ancora altri cinque a Strasburgo. La passione mi ha tenuta viva e integra. Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde. Finita questa legislatura lascerò il campo“. Lo afferma al Fatto Quotidiano Rosi Bindi che annuncia così il suo addio alla politica.

“Ho lasciato una casa incompiuta – dice Bindi riferendosi al Pd – e ora la ritrovo un po’ diroccata. Il Pd come si è visto non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell’uomo solo al comando. Non era nato per stare tutto il tempo ad applaudire il leader ma per essere la sintesi di diverse culture: socialista, cattolica, ambientalista, liberale. Se riprende quella strada, forse avrà vita”. All’osservazione che Matteo Renzi ha comunque già ipotecato la vittoria bis, Bindi osserva: “Non è detto. La partita è ancora aperta, sia Andrea Orlando che Michele Emiliano sono due competitori veri. La poltrona di segretario non è già assegnata. Chi vuol far passare questo messaggio rende le primarie inutili“.

“Tutti miei amici – aggiunge – sono con Orlando”. “Non si può andare a votare con due sentenze della Consulta – avverte comunque -. Se la sera delle elezioni vogliamo sapere chi governerà bisogna avere una legge che dia il premio alla coalizione. È un obiettivo possibile e Orlando ha preso questo impegno se diventa segretario”. Bindi è critica anche sull’atteggiamento del Pd nei confronti del M5s: “Troppo spesso li inseguiamo sul loro terreno. Ieri sullo streaming e sui costi della politica, oggi sulla legge elettorale. Si chiama sudditanza”.

Photo credits: Twitter, Facebook

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