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Elezioni in Sicilia, nel Pd è resa dei conti. Renzi nei guai. E spunta Gentiloni…

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Domenico Coviello

Il Pd alla resa dei conti interna dopo la debacle alle elezioni regionali in Sicilia. “Abbiamo Paolo Gentiloni che oggi è a Palazzo Chigi ed è un nome spendibile – sostiene Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera – . Ce ne sono tanti di nomi spendibili e Renzi lo ha detto chiaramente a Napoli: lavoro per portare il Pd a Palazzo Chigi e non per portare Matteo Renzi.

“Abbiamo bisogno dell’alleanza più ampia possibile, con un programma concordato. Nel nostro partito – prosegue Rosato – ci sono per fortuna più personalità capaci di assumersi grandi responsabilità. Gentiloni è sicuramente una di queste, lo dimostra con il suo lavoro. Il candidato del Pd resta Renzi, legittimato dalle primarie.  Poi – aggiunge – siamo per costruire squadra ampia e programma condiviso. Per questo resta un invito aperto, sincero e pressante a tutta la sinistra a lavorare insieme per non lasciare il paese in balia di Salvini e Grillo”.

“Renzi – sottolinea il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano – deve prendere atto che il suo piano di perdere le elezioni in modo controllato, per non perdere il ruolo, non funziona. Perché rischia di essere una tale debacle dal punto di vista elettorale da non consentirgli neanche la difesa dei suoi, come li ha in qualche occasione chiamati”.

Cerca di smorzare i toni il ministro della Cultura, Dario Franceschini: “Non avrebbe senso intestare la sconfitta in Sicilia a Matteo Renzi”, “non avrebbe senso usare strumentalmente il risultato per fini interni“, “non avrebbe senso una resa dei conti nel Pd, che infatti non ci sarà” afferma. “In due settimane – spiega – si deve raggiungere un’alleanza tra le forze che stanno oggi nel campo del centrosinistra, da costruire in vista delle elezioni politiche”.

E uno dei padri nobili del Pd, Walter Veltroni,  ribadisce ‘il sogno della mia vita, che si è interrotto e va ripreso: è il sogno di un partito riformista che potesse conquistare il consenso della maggioranza degli italiani. Nel 2008 prendemmo 12 milioni di voti. La sinistra è portata ad avere un sogno, se non c’è questo la partita è perduta”.

Photo credits: Twitter, Facebook

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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