Facebook apre agli Under 13 con la nuova applicazione Messenger Kids, dedicata alla fascia d’età compresa tra i 6 e i 12 anni. Saranno i genitori dei bambini ad autorizzare l’uso dell’app e a decidere con quali contatti i loro figli potranno scambiare messaggi e avviare videochat. La nuova app, rassicurano da Menlo Park, non richiede un account personale a nome del bambino né un numero di cellulare, ma si utilizza tramite il profilo social dei genitori. Secondo quanto assicurato dalla compagnia, non ci sarà pubblicità né profilazione. Per il momento Messenger Kids sarà installata in prova per alcuni gruppi di utenti su iPhone e iPad (Apple iOS), per mandare messaggi e fare videochat, ma sarà presto inclusa tra le app di Google e Amazon (Android). Non è ancora chiaro quando sarà disponibile nel resto del mondo, Italia inclusa.
Svolta storica per Facebook, che apre agli under 13 con la nuova applicazione Messenger Kids dedicata alla fascia d’età compresa tra i 6 e i 12 anni appena affacciatasi negli Stati Uniti d’America su un mercato che raccoglie 800 milioni di utenti (non è ancora chiaro quando sarà disponibile nel resto del mondo, Italia compresa). Per il momento, sarà installata in prova per alcuni gruppi di utenti su iPhone e iPad (Apple iOS) per mandare messaggi e fare videochat, ma sarà presto inclusa tra le app di Google e Amazon (Android).
Ad autorizzare l’uso dell’applicazione e a decidere con quali contatti i bambini potranno scambiare messaggi e avviare videochat saranno i loro genitori. La nuova app, rassicurano da Menlo Park, non richiede un account personale a nome del bambino né un numero di cellulare, ma si utilizza tramite il profilo social dei genitori. Secondo quanto assicurato dalla compagnia, non ci sarà pubblicità né profilazione.
Sull’app Messenger Kids spiccano gif, adesivi ed emoji a corredare gli autoscatti da inviare agli amici. L’allarme, però, già scattato negli Stati Uniti d’America, riguarda i contenuti: è difficile, infatti, pensare che i genitori possano avere un controllo puntuale e completo dello scambio di messaggi tra i bambini all’interno dell’app. Inoltre, altri interrogativi sono emersi nel dibattito: esiste una soglia di età giusta per fare affacciare i bambini al mondo digitale? E ancora: la tecnologia fa male ai bambini o può avere effetti collaterali su attività sociali e salute?
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