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Omicidio Giulia Ballestri, il messaggio shock del fratello di Matteo Cagnoni dopo il delitto

Pubblicato da
Elisabetta Francinella

Si è tornati in aula per la tredicesima udienza del processo contro il dermatologo dei vip Matteo Cagnoni in merito all’omicidio della moglie Giulia Ballestri. 

Si è conclusa ieri, 9 febbraio 2018, la tredicesima udienza del processo contro il dermatologo dei vip Matteo Cagnoni, accusato dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri, massacrata a bastonate il 16 settembre del 2016. La madre dell’imputato, che avrebbe dovuto depositare la sua versione dei fatti già a partire dalla precedente udienza, non si è presentata in aula, inviando però dei certificati medici attestanti una malattia temporanea. L’accusa, come riportano i diversi giornali locali, ha rinunciato di sentire la donna. È stato invece ascoltato il fratello dell’imputato, Stefano Cagnoni, che ha dovuto rispondere delle cessioni effettuate dal fratello in suo favore per i diversi beni immobiliari. L’uomo ha affermato che ciò è avvenuto come misura “precauzionale” in vista del divorzio, parola che già da tempo aleggiava nella casa della coppia. La vittima non era stata messa al corrente delle vendite del marito in favore del fratello Stefano.

Il giorno dopo l’arresto di Matteo Cagnoni avviene una telefonata molto importante tra Stefano e il padre Mario Cagnoni su cui il pubblico ministero ha focalizzato l’attenzione. Una conversazione che prende il via così: “E’ stato un eccesso di rabbia“, dice il fratello riferendosi all’omicidio. “Eh penso di sì, naturalmente si dice che non è vero, che è stato un altro da fuori“, risponde il padre. “Però bisogna tener conto che i telefoni tengono traccia di tutto…“, risponde il fratello. Una telefonata per il pubblico ministero anomala, in cui nessuno dei due uomini si stupisce della morte di Giulia Ballestri. Stefano Cagnoni ha cercato di spiegare il proprio punto di vista affermando: “In quel momento, avendo letto sul giornale che era stato arrestato mio fratello dopo l’omicidio, forse per maleducazione civica ho identificato l’indagato con il colpevole”. All’insistere del pm in fratello di Matteo Cagnoni ha stupito tutti in aula affermando: “Io pensavo che Matteo avesse confessato l’omicidio: ciò che cambia le carte in tavola è la sua dichiarazione d’innocenza, che scopro in seguito dai giornali e che trova conferma quando visito Matteo in carcere, il 4 ottobre”. Nonostante questa versione vi è però un sms inviato dall’uomo ad una sua amica che lui stesso oggi non è in grado di spiegare: “Mio fratello è l’assassino di Ravenna“.

In aula sono stati ascoltati anche i medici legali che hanno effettuato l’autopsia sul corpo di Giulia Ballestri, i quali hanno evidenziato come la furia omicida si sia concentrata sulla testa della donna. La vittima ha ricevuto almeno sette colpi alla testa che le hanno provocato diverse fratture e traumi importanti, tutte però non letali. Giulia è morta perché soffocata dal suo stesso sangue, dopo circa un’ora di agonia. Matteo Cagnoni, in quanto medico, se si fosse pentito in quel lasso di tempo avrebbe potuto quindi salvarla. Sul corpo e sulle braccia di Giulia Ballestri sono state trovate diverse lesioni da difesa passiva. Parte delle stesse potrebbero essere compatibili con l’azione di trascinamento.

 

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Elisabetta Francinella

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Elisabetta Francinella

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