Categorie: Cronaca

Morte Martina Rossi: Carlo Verdone chiamato come testimone in aula per difendere i due imputati dall’accusa di tentato stupro

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Redazione Velvet News

Si è conclusa oggi la prima udienza del processo per la morte di Martina Rossi, la studentessa genovese deceduta dopo essere precipitata dal balcone dell’hotel mentre era in vacanza a Palma de Maiorca nel 2011. La difesa ha chiesto di poter ascoltare il regista e attore Carlo Verdone in merito al caso: attesa la decisione del giudice.

Non si sono presentati all’udienza i due 26enni di Castiglion Fibocchi, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di aver causato la morte, come conseguenza di un altro reato, di Martina Rossi, la studentessa ligure di 20 anni deceduta il 3 agosto del 2011 precipitando dal balcone dell’hotel Sant’Ana a Palma di Maiorca. Al processo per la misteriosa morte della giovane erano presenti invece i genitori della ragazza. Per la Procura la 20enne stava tentando di fuggire ad un tentativo di violenza sessuale da parte dei due ragazzi prima di precipitare.

Il processo presso il Tribunale di Arezzo si baserà principalmente su un esame capillare di atti, perizie, rogatorie e documenti, per un totale circa di 5 mila fogli. Nel corso dell’udienza odierna, avvenuta il 13 febbraio, il focus principale sono state alcune di queste questioni tecniche, tra le quali la presentazione delle eccezioni da parte degli avvocati difensori dei due imputati, i legali Stefano Buricchi e Tiberio Baroni, e la lista dei testimoni. Proprio l’avvocato Baroni, difensore di Alessandro Albertoni, ha indicato anche il regista e attore Carlo Verdone. Per il legale vi è una forte analogia tra la morte di Martina Rossi e la scena del suicidio di Fosca, interpretata da Veronica Pivetti, nel film “Viaggi di nozze“. La difesa sostiene infatti che la 20enne si sia suicidata.

Un colpo di scena inaspettato che ha indignato il pubblico ministero Roberto Rossi e gli avvocati di parte civile, Luca Fanfani e Stefano Savi. Quest’ultime parti si sono opposte alla testimonianza di Carlo Verdone, evidenziando come tra il film e la morte di Martina Rossi non vi sia alcuna analogia. Il processo si preannuncia quindi complesso. La parola spetta ora alla giuria, presieduta da Angela Avrila, che dovrà decidere in merito alle testimonianze da accogliere e alla documentazione presentata. Si tornerà in aula il prossimo 27 marzo.

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