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Istat, Lavoro: la disoccupazione scende e l’occupazione giovani sale ad aprile 2015

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Cominciano ad arrivare segnali positivi dal mercato del lavoro. Lo segnala l’Istat che, dopo il preoccupante incremento degli ultimi mesi, ha registrato ad aprile un calo del tasso di disoccupazione di 0,2 punti percentuali, arrivando al 12,4%. Secondo i dati resi noti questa mattina dall’istituto di statistica il tasso di occupazione è salito al 56,1%. I lavoratori sono aumentati dello 0,7% rispetto al mese di marzo, tornando così ai livelli di fine 2012. E quello 0,7% si traduce in  159.000 nuovi occupati nel solo mese di aprile.

L’incremento dell’occupazione ha interessato circa 50.000 cittadini italiani e 83.000 stranieri impiegati su suolo italiano. L’aumento riguarda sia uomini che donne e tutte le ripartizioni territoriali, soprattutto il Nord (+0,6%, ovvero 71.000 unità) e il Mezzogiorno (+0,8%, ovvero 47.000 unità). Nel primo trimestre 2015 il numero di lavoratori a tempo pieno torna a crescere in misura significativa, con un incremento di 104 mila unità (+0,6%). Ininterrotta dal 2010, prosegue a ritmo meno sostenuto la crescita degli occupati a tempo parziale (+0,7%, 28 mila unità nel raffronto tendenziale) ma riguarda quasi del tutto il part time involontario, la cui incidenza arriva al 64,1% dei lavoratori a tempo parziale (era il 62,7% un anno prima).

La notizia più attesa è quella che riguarda i giovani: il tasso di disoccupazione giovanile diminuisce di 1,6 punti rispetto a marzo, attestandosi al 40,9%. I giovani occupati aumentano del 4,1% su aprile 2014 (+37.000 unità) mentre calano i disoccupati (-5,5%).

Dopo i dati incoraggianti diffusi dall’Istat, anche l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico fornisce previsioni ottimistiche. “Dopo una lunga recessione, l’economia italiana ha cominciato la sua graduale ripresa ha scritto l’Ocse nel suo Economic Outlookle esportazioni continueranno a supportare la crescita, ma la ripresa si amplierà ai consumi privati. L’investimento privato stagnante sarà compensato da un aumento della spesa pubblica in infrastrutture”.

Dopo la diffusione di questi dati,il premier Renzi ha affidato a un post sulla sua pagina Facebook il suo commento: “In politica c’è chi urla e spera che tutto vada male. E c’è chi quotidianamente prova a cambiare le cose“.

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