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Fidel Castro, commosso discorso d’addio del lìder maximo

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Fidel Castro è intervenuto al settimo congresso del Partito Comunista Cubano, le sue parole sono state simili a un discorso d’addio.

Lucido e con la grinta che l’ha sempre contraddistinto, Fidel Castro ha parlato al congresso del Partito Comunista Cubano. “Presto avrò 90 anni. Presto sarò come tutti gli altri. Arriva il turno di tutti“. Senza mai nominare la parola morte, il lìder maximo fa capire che è arrivato il momento di lasciare la politica. All’incontro dell’Avana presenti 1300 persone che spesso hanno interrotto il discorso con grida e applausi. “Forse – continua Fidel – questa sarà l’ultima volta in cui parlo in questa stanza“. Ma, garantisce, “le idee dei Comunisti cubani rimarranno come prova che su questo pianeta, se lavori molto e con dignità, puoi produrre i beni materiali e culturali di cui gli esseri umani hanno bisogno”

Un discorso commosso, ma anche energico che scuota la coscienza di Cuba in un momento di grande trasformazione per l’isola, dopo la fine dell’embargo e il disgelo con gli Stati Uniti. Cuba ha aperto le porte all’Occidente, ma vuole la sua politica e le sue tradizione. Fidel è deciso a mantenere questo assetto anche dopo la sua morte e come afferma nel discorso ha già trovato i suoi successori. A fianco di Raul Castro, rieletto segretario generale, è stato confermato come numero due il suo vecchio compagno di lotta Jose Machado Ventura (85 anni), che pur era dato in via d’uscita da molti osservatori. Tre alti gradi, il ministro delle forze armate, il generale Leopoldo Cintra Frias (72 anni), il comandante Ramiro Valdes (83 anni) e il generale Ramos Espinosa (77 anni) mantengono il seggio nell’ufficio politico composto ora da 17 membri, non più da 14. Una classe politica vecchia, legata ai principi della rivoluzione che con fatica ha accettato la nuova amicizia con l’America. Riusciranno i vecchi rivoluzionari a capire le nuove esigenze dei cubani? Per ora ancora non c’è risposta a questa domanda.

Photo Credits: Twitter

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