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Terremoto, la protesta di Norcia: “Restiamo qui con le tende”. Renzi: “No, andrete via: in hotel”

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Redazione Velvet News

Il capo del Governo deve affrontare le prime forti proteste degli sfollati di Norcia. Preferiscono non lasciare il proprio territorio neppure per l’inverno.

 “Ridateci le tende” è la richiesta che arriva dalla maggior parte degli abitanti di Norcia che hanno scelto di rimanere in città pur avendo le case inagibili o non potendo rientrare per la paura o perché si tratta di edifici all’interno della zona rossa. Il terremoto che ha sconvolto la città umbra, ieri mattina 30 ottobre, non basta a persuadere molti dei suoi abitanti a lasciare le case (LEGGI ANCHE: TERREMOTO IN UMBRIA, 114 SCOSSE NELLA NOTTE). La Regione assicura comunque che già nelle prossime ore saranno montate tensostrutture collettive dove la comunità potrà passare la notte così che nessuno sia costretto a rimanere in auto.

Per affrontare il problema degli sfollati con anche questo strumento che si aggiunge al trasferimento negli alberghi del Trasimeno e al contributo per l’autonoma sistemazione. “Le cose da fare sono difficili, ma chiare. Primo, mettere in sicurezza“, ha detto dal canto suo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dalla sua enews, facendo il punto sul lavoro di ricostruzione nelle aree terremotate. “Ne parleremo anche oggi, nel Consiglio dei ministri straordinario che abbiamo convocato per le 17, dove saranno presenti anche i 4 presidenti di Regione, il commissario Errani e il capo della Protezione Civile Curcio”, ricorda il presidente del Consiglio. “Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna – ribadisce Renzi – sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l’emergenza”.

Poi si deve pensare alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. “A regola d’arte. Con il controllo dell’opinione pubblica e di tutti i cittadini – spiega ancora nella sua enews Renzi -. Non va sprecato nemmeno un centesimo e dobbiamo dimostrare chi siamo: persone che – a differenza di alcune vicende del passato – sanno fare opere pubbliche senza sprechi e senza ladri”, dice Renzi che aggiunge: “Non ci sono morti, stavolta. E questa notizia ci dà enorme sollievo. Ma i danni al patrimonio abitativo, economico, culturale e religioso sono impressionanti. Questi borghi sono l’identità italiana: dovremo ricostruirli tutti, presto e bene”.

 

 

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