Cronaca

Delitto di Garlasco, il supertestimone: “Io so chi è stato”

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Il caso di Garlasco rivela nuovi interessanti dettagli. Un supertestimone e Andrea Sempio parlano per la priva volta e…

Chi ha ucciso Chiara Poggi? La domanda sta catalizzando l’attenzione di tutti e sta cambiando la vita di Alberto Stasi, ex fidanzato della Poggi, e primo sospettato ed unico condannato per il delitto. L’ex bocconiano aveva richiesto la revisione del processo, dopo che la difesa aveva presentato come prova, delle tracce di Dna sotto le unghie della vittima appartenenti ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Inoltre la mamma di Stasi, la signora Elisabetta, lo scorso gennaio era stata rintracciata da un misterioso testimone che aveva dichiarato di conoscere l’assassino di Chiara.

L’uomo avrebbe raggiunto la donna nel negozio dicendo di voler parlare del caso, credendo in un mitomane la donna è anta in un’altra stanza, ma il misterioso teste si è fermato a parlare con un dipendente: «Quel giorno ero lì vicino. Ho riconosciuto l’assassino». Così poi raccontano nel settimanale: «Aggiunge che fino all’ultimo aveva sperato che Alberto Stasi fosse salvato dai giudici, aveva sperato che venisse assolto, perché così lui si sarebbe potuto portare in silenzio il suo segreto nella tomba. E amen. Certo, Chiara Poggi non avrebbe avuto giustizia, ma almeno non sarebbe stato commesso un altro delitto: non sarebbe finito in prigione un innocente. E lui non sarebbe stato costretto dalla sua coscienza a fare quello che ora sta facendo». Poi è scomparso.

Andrea Sempio, invece, sospettato dell’omicidio lontano dal pericolo dell’arresto ha parlato per la prima volta: “Con la morte di Chiara non ho nulla a che fare. Non l’ho uccisa io. Lo ribadisco, se mai qualcuno avesse dei dubbi. Non rifaranno il processo a Stasi? La cosa non mi riguarda. Riguarda lui. Io ho un alibi, che si basa sullo scontrino di un parcheggio a Vigevano la mattina del delitto di Chiara. Non sono stato io”. Poi continua: “Chiara la conoscevo in quanto sorella del mio amico, ma non l’ho mai frequentata. Con quelle telefonate cercavo Marco e le tracce di dna trovate sono da verificare. Che sono indagato lo so dai media non ho ancora ricevuto comunicazioni in merito dall’autorità. Un avvocato l’ho contattato, ma non l’ho ancora formalmente nominato. Intanto sono sereno e continuo a fare la mia vita, per forza di cose…”

Photo Credits: Twitter

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