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Trump: la Corte di Appello dice no al suo decreto anti-immigrati

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Per il momento il grande desiderio di Trump di tenere fuori dall’America tutti i rifugiati e gli islamici provenienti da 7 paesi (Iran, Siria, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen e Libia) è stato respinto dalla corte d’Appello di Washington.

Per il momento non è stato preso in considerazione alcun decreto anti-immigrati in America. Sabato sera il Dipartimento di Giustizia aveva cercato di presentare nuovi elementi che potessero in qualche modo sostenere il divieto di ingresso di rifugiati e di immigrati provenienti da 7 paesi di maggiorana islamica, ma domenica i giudici della Corte di Appello hanno ritenuto tali elementi non convincenti per l’attivazione del decreto. Gli Stati Uniti accoglieranno ancora tutte le persone provviste di visto di ingresso, anche quelli provenienti dai paesi islamici.

Intanto il presidente Donal Trump utilizza ancora una volta i social per mostrare tutto il suo disappunto: “Non riesco a credere che un giudice possa mettere il nostro Paese in tale pericolo. Se succede qualcosa prendetevela con lui e con il sistema giudiziario. Gente sta arrivando in massa. Male!” Il Ministero di Giustizia che appoggia totalmente il presidente americano non vuole comunque arrendersi e presenterà presto nuovi elementi a favore della legge, cercando il più possibile di allontanare, dal paese e dal resto del mondo, l’idea che si tratti di un “muslim ban” su base religiosa e razzista.

Il cattivo rapporto tra Trump e il paese non riguarda solo le scelte amministrative: durante una intervista televisiva il conduttore Bill O’Reilly chiede se porta ancora rispetto a Vladimir Putin. “Certo” risponde senza esitare Trump. “Anche se è un killer?” domanda ancora il giornalista della Fox. “Ci sono molti killer. Cosa pensiamo, che il nostro paese sia del tutto innocente?” dichiara allora Trump. Sia democratici che repubblicani si sono distaccati subito da tale affermazione. Mitch McConnell leader repubblicano parla di Putin come un “brutto ceffo”, mentre il conservatore Marco Rubio afferma che il suo paese non ha nulla in comune con la Russia e scrive su Twitter: “Quando mai un attivista politico democratico ha avvelenato un rivale repubblicano, o viceversa?”

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