Attivata una serie di strumenti per contrastare il fenomeno di diffusione di immagini di nudo senza consenso. Gli utenti potranno segnalare una foto intima pubblicata senza il proprio consenso e, dopo la revisione umana, un sistema automatico bloccherà la condivisione delle foto rimosse.
Dopo i numerosi casi come quello di Tiziana Cantone, suicida dopo un video hard finito in rete, Facebook si è mosso per evitare che si ripetano episodi del genere. Le principali novità annunciate dal grande social network in merito al “revenge porn” vedranno più strumenti per segnalare foto personali condivise senza permesso e una nuova tecnologia in grado di bloccarne la diffusione virale online. Spinto dalle pressanti richieste di associazioni, autorità e opinione pubblica sulla scia di drammatici casi di cronaca, Facebook intensifica la sua lotta alla condivisione di tutte le immagini intime pubblicate senza il permesso dei diretti interessanti, rese di dominio pubblico molto spesso per “vendetta”.
Il revenge porn è una delle grandi piaghe della società contemporanea. Le conseguenze psicologiche sulle vittime sono devastanti, portandole in alcuni casi al suicidio. I nuovi strumenti per contrastare questo fenomeno saranno attivi pure in Italia e riguarderanno anche le altre due app di proprietà di Facebook: Messenger e Instagram. Gli utenti dei social network avranno la possibilità di segnalare in modo mirato quelle immagini personali o intime che vedono pubblicate sul social senza il loro permesso. Le foto a quel punto saranno riviste da un team in carne e ossa che deciderà se disattivare l’account che le ha pubblicate. Facebook inoltre userà un sistema di “foto-matching” per il riconoscimento delle immagini, che aiuterà a contrastare ulteriori tentativi di condivisione delle foto. Questa tecnologia è simile a quella già utilizzata per contrastare la diffusione online di immagini pedopornografiche.
In pratica, se qualcuno cercherà di ricondividere l’immagine dopo che questa è stata segnalata e rimossa, l’utente sarà avvisato della violazione e la foto non potà essere condivisa. Per ora questo sistema non contempla WhatsApp, altra chat di proprietà di Facebook, che conta oltre un miliardo di utilizzatori.
Photo Credits Facebook
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