Il fautore del metodo Stamina per la cura di malattie neurodegenerative, Davide Vannoni, è accusato dalla magistratura di aver organizzato costose “trasferte” in Georgia di pazienti italiani “reclutati” per sottoporsi a cure vietate nel nostro paese
Davide Vannoni è in stato di fermo. Mercoledì 26 aprile i carabinieri lo hanno bloccato nell’ambito di una nuova inchiesta sul metodo Stamina. Vannoni, indagato a Torino, è accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, truffa aggravata, somministrazione di farmaci non conformi quanto alle attività di trattamento di gravi malattie neurodegenerative.
L’inchiesta della Procura di Torino coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e dal sostituto procuratore Alessandro Aghemo. Dalla nuova inchiesta è emerso che numerosi pazienti, reclutati in Italia, pagavano fino a 27 mila euro per sottoporsi in Georgia al metodo Stamina, disconosciuto dalla comunità scientifica e vietato nel nostro Paese dalle autorità giudiziarie.
I carabinieri del Nas (Nucleo anti sofisticazioni) hanno eseguito alcune perquisizioni nei confronti di Erica Molino, biologa della Stamina Foundation, e di Rosalinda La Barbera, presidente della associazione Prostamina Life, ritenuta dagli inquirenti il veicolo di reclutamento dei malati indirizzati all’estero per essere sottoposti alla contestata metodica.
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