La Cassazione ha rivoluzionato il criterio per l’assegno di divorzio: conta l’indipendenza o autosufficienza economica, non il tenore di vita goduto nel corso delle nozze per assegnare l’assegno al coniuge che lo richiede. Il matrimonio cessa così di essere “sistemazione definitiva” perché sposarsi, scrive la Corte, è un “atto di libertà e autoresponsabilità”. ‘Un terremoto giurisprudenziale’, così è stata definita dagli Avvocati Matrimonialisti Italiani la sentenza n. 11504/17.
La Cassazione ha stabilito nuovi parametri in materia di assegno di divorzio e la sentenza è stata già definita “un terremoto giurisprudenziale” dagli Avvocati Matrimonialisti Italiani. La Cassazione ha spiegato in una nota: “La Prima sezione civile, con la sentenza 11504 pubblicata oggi, ha superato il precedente consolidato orientamento, che collegava la misura dell’assegno al parametro del tenore di vita matrimoniale, indicando come parametro di spettanza dell’assegno, avente natura assistenziale, l’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede”.
Con la sentenza di divorzio, osserva la prima sezione civile, “il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del tenore di vita matrimoniale, in una indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale”. “Se è accertato – si legge nella sentenza depositata oggi, mercoledì 10 maggio – che (il richiedente, n.d.r.) è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto tale diritto”. I principali indici che la Cassazione individua per valutare l’indipendenza economica di un ex coniuge sono il “possesso” di redditi e di patrimonio mobiliare e immobiliare, le “capacità e possibilità effettive” di lavoro personale e “la stabile disponibilità” di un’abitazione.
Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, non esita a parlare di “terremoto giursprudenziale”. “La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11504/17, ha rivoluzionato il diritto di famiglia in tema di riconoscimento dell’assegno divorzile e dei criteri per la sua quantificazione. (…) Viene
spazzato via un principio sancito nel 1970 dalla legge 898 che ha introdotto il divorzio in Italia. Si tratta quindi di un terremoto giurisprudenziale in linea con gli orientamenti degli altri Paesi europei nei quali l’assegno divorzile dipende essenzialmente dai patti prematrimoniali”.
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