Il sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede Becciu, dopo aver sostenuto la falsità del dossier sulle spese sostenute dal Vaticano per nascondere Emanuela Orlandi, convoca la famiglia della scomparsa per collaborare.
Sono passati 34 anni dalla sparizione di Emanuela Orlandi, la 15enne scomparsa a Roma il 22 giugno del 1983. Un nuovo ed inquietante documento è stato pubblicato nei giorni scorsi dal giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi. Nel dossier, interamente scritto a macchina, sono riportate tutte le spese sostenute dal Vaticano sulla cosiddetta gestione del caso di Emanuela Orlandi dal 1983 al 1997. Per una cifra che si aggira intorno a 483 milioni di euro e che si conclude con una nota che recita: “Attività generale e trasferimento presso città del Vaticano con relativo disbrigo pratica finali”. Nell’elenco vi sono esborsi che richiamano al depistaggio, ad un alloggio a Londra presso un ostello femminile religioso, spese per ricoveri e farmaci sempre nella capitale del Regno Unito.
La famiglia di Emanuela Orlandi, appresa la notizia, ha provato a mettersi in contatto con il Vaticano, che ha invece immediatamente pensato di screditare il documento etichettandolo come “Falso e ridicolo”. Ma è proprio una telefonata di ieri, 19 settembre, come riportato da Dagospia, a dare nuove speranze ai familiari. Il Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede, monsignor Angelo Becciu, ha convocato la famiglia per collaborare e scoprire la verità sulla scomparsa. L’alto prelato ha promesso alla sorella di Emanuela, Natalina Orlandi, che incontrerà i legali della famiglia, Annamaria Bernardini De Pace e Laura Sgrò, per consegnare loro i documenti in possesso dallo Stato Vaticano in merito al caso, anche se, precisa, non ci sono novità rispetto a quanto si conosce:”Il dossier sulle spese sostenute dall’Apsa per gestire la vicenda è falso”.
L’iniziativa del monsignor Becciu è un importante passo in avanti verso la ricerca della verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Forse l’aria in Vaticano sta cambiando e finalmente, dopo 34 anni, i familiari dell’allora 15enne potranno scoprire cosa è successo. L’avvocato Sgrò ha ribadito, come riporta Dagospia, che l’incontro avverrà in un clima di collaborazione per cercare cosa sia davvero accaduto ad Emanuela dal 1983. I cinque fogli pubblicati pochi giorni fa dimostrano che ancora molto c’ è da scoprire, soprattutto dopo la reazione della Santa Sede. Forse si teme che qualcuno possa avere un qualche interesse nel far emergere nuove informazioni, magari anche false. Anche sul dossier pubblicato si hanno molti dubbi sulla veridicità: potrebbe essersi trattato di un segnale o di un messaggio da parte di chi, nel corso degli anni, ha lavorato sul caso per nascondere la verità.
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