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Condannato a 24 l’uomo che contagiò di Aids decine di donne

Redazione Velvet News 28/10/2017
Chiesto l'ergastolo per "l'untore" di Aids: "Ha contagiato decine di donne"

Valentino Talluto, il trentenne accusato di aver contagiato con l’Hiv 32 persone tra cui molte sue ex partner, è stato condannato a 24 anni di carcere.

Lo hanno deciso i giudici della III Corte di d’Assise di Roma dopo oltre 10 ore di camera di consiglio, venerdì 27 ottobre. Caduto il reato di epidemia dolosa. Al momento della lettura della sentenza, Talluto non ha avuto reazioni, mentre le vittime si sono abbracciate piangendo. I giudici hanno riconosciuto nei confronti dell'”untore” il reato di lesioni aggravate. La Procura aveva chiesto la condanna all’ergastolo.

LA REAZIONE DELLE VITTIME

“È la nostra piccola grande vittoria, ora siamo unite dalla gioia e pronte ad andare avanti”. Così una delle ragazze contagiate da Talluto ha commentato la sentenza di condanna a 24 anni di carcere. Le ex partner dell’ “untore” sono apparse visibilmente commosse e soddisfatte del verdetto. Il pm Elena Neri in sede di requisitoria aveva chiesto per Talluto l’ergastolo, definendolo “un pericolo per l’incolumità pubblica” e paragonandolo a un kamikaze “che si lega un ordigno e si fa esplodere fra una folla di ragazze”.

“NON SONO UN UNTORE”

Talluto, invece, nel giorno delle sue dichiarazioni spontanee, fornite nell’aula bunker di Rebibbia, aveva detto con gli occhi lucidi: “Non sono un untore né una persona cattiva: non mi sono mai nascosto. Se avessi voluto contagiare più ragazze possibili avrei mantenuto l’anonimato e cercato rapporti occasionali”. Talluto è stato arrestato nel novembre del 2015, al termine di un’indagine condotta dal pm Francesco Scavo e dalla sezione di polizia di piazzale Clodio.

LE DONNE SI ERANO RITROVATE SU FACEBOOK

L’indagine era iniziata dieci mesi prima, dalla denuncia di una ragazza che aveva conosciuto l’imputato in una chat. A lei poi si erano aggiunte altre cinque giovani donne: si erano ritrovate su Facebook, accomunate dallo stesso drammatico destino, e insieme erano riuscite a ricollegare l’infezione che avevano contratto proprio a lui. Dal giorno della pubblicazione della notizia l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio. A distanza di pochi giorni i telefoni della procura avevano cominciato a squillare ininterrottamente, presi d’assalto da ragazze che avevano riconosciuto Talluto. Molte di loro, purtroppo, hanno appreso proprio in questo modo di aver contratto il virus. Altre sono state più fortunate e sono rimaste illese. Sei mesi più tardi, nel giugno del 2016, visto l’alto numero di vittime, l’imputato è stato sottoposto a una nuova misura cautelare.

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Photo credits: Twitter, Facebook

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