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Omicidio Elena Ceste: scoperta shock della difesa di Michele Buoninconti

Pubblicato da
Elisabetta Francinella

In attesa del terzo grado di giustizio, la difesa di Michele Buoninconti, condannato in primo e in secondo grado per l’omicidio di Elena Ceste, punta il dito contro il super consulente informatico incaricato dalla Procura di Asti.

La difesa di Michele Buoninconti, accusato dell’omicidio della moglie Elena Ceste, non si rassegna e si prepara per affrontare al meglio il terzo grado di giudizio, ovvero la Cassazione. Proprio in vista dell’inizio del processo davanti alla Suprema Corte, come riporta La Stampa, i legali del vigile del fuoco hanno messo a segno un importante tassello in loro favore. Gli avvocati hanno infatti scoperto come il super consulente informatico Giuseppe Dezzani, incaricato dalla Procura di Asti per effettuare delle perizie sui tabulati telefonici, in realtà non ha un adeguato titolo accademico per poter effettuare tale compito: il perito non è ingegnere, ma soltanto geometra.

La difesa di Michele Buoninconti punterà, quindi, proprio su questo elemento in sede di processo, parlando di una situazione di non correttezza verso il proprio assistito. Il vigile del fuoco, accusato di omicidio e occultamento del cadavere della moglie Elena Ceste, ha sempre sostenuto di essere innocente, anche da dietro le sbarre. Al momento del ritrovamento del corpo della donna, riverso nel Rio Mersa, l’uomo ha sempre sostenuto che la moglie soffrisse di problemi mentali; per poi raccontare di un possibile incidente avvenuto proprio il giorno della scomparsa in cui la donna stessa sarebbe uscita di casa, in pieno inverno quasi nuda, per poi far perdere le proprie tracce la mattina del 24 gennaio 2014. Michele Buoninconti, nonostante le sue tesi, è stato condannato in primo e secondo grado al massimo della pena prevista dal rito abbreviato: 30 anni di reclusione.

Per risolvere definitivamente il giallo riguardante la morte di Elena Ceste ci penserà, dunque, la Cassazione. In entrambi i precedenti procedimenti giudiziari, tra gli elementi che hanno spinto i giudici a condannare Michele Buoninconti vi è proprio la perizia sui tabulati telefonici firmata dal perito Giuseppe Dezzani. L’uomo, nominato dalla Procura di Asti, è un professionista nel settore e, precedentemente, si è occupato anche del celebre delitto di Yara Gambirsio, nel quale faceva parte del collegio difensivo. È quindi questa l’ultima speranza di Michele Buoninconti per riuscire a ribaltare la sentenza di condanna.

LEGGI ANCHE “CASO ELENA CESTE: L’ASSOLUZIONE DEL MARITO ALLE PORTE?”

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