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Elezioni, Lega: Giulia Bongiorno capolista. M5S: in 10 mila alle Parlamentarie

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Redazione Velvet News

“Giulia Bongiorno si candida come capolista della Lega in diversi territori del Paese” alle prossime elezioni politiche. Lo ha annunciato Matteo Salvini a Montecitorio oggi 18 gennaio. Novità anche dal fronte Movimento Cinque Stelle: i dati definitivi, resi noti da Luigi Di Maio, indicano una notevole partecipazione di aspiranti candidati M5S alle “Parlamentarie”. 

La candidatura della Bongiorno, l’avvocatessa penalista che difese Giulio Andreotti dalle accuse di mafia, e che è stata presidente della commissione Giustizia della Camera in quota An, “è per noi – spiega Salvini – il segno di una Lega che cresce, coinvolge, punta su professionalità della realtà civile soprattutto nel campo della difesa della sicurezza, dei diritti delle donne, della riforma della Giustizia”.

Dal canto suo il leader grillino Di Maio a Radio 24 dichiara: “Sono stati 10 mila gli aspiranti parlamentari che si sono autocandidati alla selezione del M5s”. L’aspirante premier pentastellato nega poi che il sistema di voto sia andato in tilt: “Non è vero! Ogni volta che facciamo le parlamentarie leggo sui giornali di caos ma non leggo mai delle tessere comprate dai partiti”. “Noi stiamo facendo una selezione ferrea – assicura – c’erano persone che non avevano i requisiti e li abbiamo scartati perché noi non siamo una navicella per andare in Parlamento“.

“L’attacco di Carlo De Benedetti io lo metto nel curriculum – ha continuato Di Maio -. Un imprenditore che si è arricchito grazie ad una telefonata con Renzi si permette di dire che il M5s rovina l’Italia. In altri paesi un caso come questo avrebbe provocato l’uscita di scena del candidato premier”, ha aggiunto il leader del M5S commentando il caso della telefonata tra l’ex premier e l’imprenditore. Di Maio parla poi della necessità di una regolamentazione per i lobbisti in Parlamento: “Io non ho nessun pregiudizio contro i portatori di interesse ma ci vuole trasparenza. L’Italia è l’ultimo paese in Europa nella classifica sulla trasparenza. Se non creiamo norme sul conflitto di interesse e sulla trasparenza non ne usciremo mai perché questi casi di interferenza determinano la scrittura di pessime leggi come è il caso del codice degli appalti”.

Il candidato premier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio

Photo credits: Twitter, Facebook

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