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Macerata, Traini: “Vendetta per Pamela”. La mamma della ragazza: “Non lo conosciamo, basta odio…”

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Domenico Coviello

Ha trascorso la prima notte in cella Luca Traini, 28 anni, il giovane che nella mattina di sabato 3 febbraio ha sparato dalla sua auto mirando a colpire persone di colore che passeggiavano per strada a Macerata. Sono 6 i feriti, 5 uomini e una donna, cittadini africani fra i 22 e i 35 anni, nessuno in pericolo di vita.

Il Traini, a quanto sembra, avrebbe voluto “vendicare Pamela”, la 18enne romana fuggita da una comunità di recupero di Corridonia (Macerata) uccisa e fatta a pezzi, il cui cadavere è stato ritrovato in due valigie nei giorni scorsi, e del cui efferato omicidio è accusato un giovane nigeriano. Ma i familiari di Pamela prendono le distanze e fanno sapere che mai la ragazza avrebbe approvato l’azione di 28enne, di simpatie neofasciste e candidato con la Lega nel 2017 per il comune di Corridonia.

Secondo il sito web di SkyTg24, sembra che, prima di compiere la sparatoria, il 28enne avesse detto agli amici: “Non dormo più, domani vado a Macerata e vendico Pamela”.

Pamela Mastropietro

Ai carabinieri, poi, avrebbe raccontato: “Ero in auto e stavo andando in palestra quando ho sentito per l’ennesima volta alla radio la storia di Pamela. Sono tornato indietro, ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola“.

Sulla presunta vendetta di Luca Traini, però, la mamma della ragazza ci ha tenuto a precisare che lui e la figlia “non si conoscevano affatto”. “Era impossibile per lei avere rapporti con gente esterna alla struttura dove si trovava in cura dall’ottobre scorso (per problemi di droga, ndr) e in ogni caso la madre e i familiari non hanno mai sentito nominare questo Luca Traini”, ha aggiunto il legale della donna. La mamma di Pamela ha lanciato anche un appello alla calma: “La violenza non può essere la risposta alla tragedia che ci ha colpiti – ha detto sempre tramite il legale –. Ci sono le aule di giustizia per assicurare i responsabili di questo brutale omicidio”. In un’intervista alla Stampa, poi, la donna ha aggiunto: “Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio. Non vogliamo altro sangue né alcuna vendetta”.

LEGGI ANCHE: SHOCK A MACERATA, SPARI DA AUTO CONTRO STRANIERI. FERMATO UN ITALIANO

Photo credits: Twitter

 

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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