La “guerra” interna nel Centrodestra tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi riapre i giochi dopo il voto del 4 marzo. Adesso la Lega e il Movimento Cinque Stelle potrebbero trovare un chiaro accordo per le nomine alla presidenza delle Camera. E il governo? Ecco i possibili scenari.
Luigi Di Maio e Matteo Salvini sembrano voler avvicinare le loro posizioni, secondo quanto riporta il sito web dell’Ansa. Anche se ieri 14 marzo, in serata, il leader M5S ha rivendicato con nettezza la presidenza della Camera ai pentastellati: “Siamo la prima forza del Paese”. È però il leader della Lega ad assumere l’iniziativa rompendo gli indugi per formalizzare il dialogo con i 5 Stelle.
UN GIRO DI TELEFONATE
Mercoledì 14 marzo Salvini chiama Di Maio per una prima presa di contatto. “Abbiamo concordato sulla necessità di confrontarsi sulle presidenze delle due Camere nel rispetto del voto degli italiani”, spiega il leader della Lega che, subito dopo, chiama Maurizio Martina (segretario reggente del Pd) e Pietro Grasso (leader di Liberi e Uguali) sottolineando loro la volontà di rendere operativo il Parlamento il più presto possibile. “Ho il mandato della coalizione a sentire gli altri segretari sulle Presidenze delle Camere”. Ma, spiega, “i ragionamenti sugli organismi di garanzia sono slegati da ragionamenti sul governo”.
“VIA GENTILONI E MINNITI”
Ragionamenti a cui, tuttavia, non si sottrae: il punto di partenza è un “no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti”. Tutto il resto è possibile. Intanto da Silvio Berlusconi arriva uno stop a M5S. “Ho aperto la porta per cacciarli via”, replica il leader di FI arrivando alla Camera per l’assemblea dei gruppi a chi gli chiede se avesse aperto all’ipotesi di un governo con i Cinque Stelle. Il linguaggio di Salvini, di ora in ora, sembra sottolineare soprattutto quelli che potrebbero essere i punti di convergenza con i pentastellati. Dalla Lega si fa sapere che Salvini ha garantito a Di Maio che “tagliare vitalizi e spese inutili sarà una nostra priorità“. Un’apertura inaspettata. Che si aggiunge alla comune idea di slegare la partita delle presidenze da quella del governo.
PRONTO A LASCIARE PREMIERSHIP A DI MAIO
“Da oggi, in accordo con Luigi Di Maio, inizieremo le interlocuzioni con gli altri gruppi politici per le presidenze di Camera e Senato”, annunciano dal blog i capigruppo designati Giulia Grillo, e Danilo Toninelli. Salvini d’altra parte non fa problemi di poltrone: niente presidenza del Senato (“sarei onorato, ma mi ci vedete?”) e nemmeno rivendica la premiership nel caso di un dialogo con Di Maio: “Non stiamo rivendicando la presidenza del consiglio a prescindere, partiamo dai progetti: chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l’Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli”.
Photo credits: Twitter, Facebook
Gli incendi nel sud della Francia costringono decine di migliaia di persone a evacuare mentre…
L'Indonesia rischia di perdere lo status di mercato emergente mentre i piani di spesa di…
Oltre 5.100 morti per caldo in Germania nel primo semestre 2026 secondo il Robert Koch…
Il festival Bayreuth 2026 celebra il suo 150esimo anniversario affrontando direttamente l'eredità antisemita di Richard…
Lee Kang-In si trasferisce all'Atletico Madrid dal PSG per 40 milioni. Il centrocampista sudcoreano firma…
Il morbillo negli USA 2026 ha raggiunto 2.318 casi confermati a luglio, superando l'intero anno…