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Omicidio Fortuna Loffredo, Raimondo Caputo condannato all’ergastolo

Pubblicato da
Elisabetta Francinella

Si è concluso oggi, 9 luglio 2018, il processo d’Appello a carico di Raimondo Caputo, accusato del brutale omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba lanciata dal terrazzo dell’ottavo piano del palazzo dove abitava, al Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. La Corte d’Appello d’Assise ha confermato la sentenza di primo grado, condannando all’ergastolo Titò.

Dopo le 186 pagine che raccontano il delitto di Fortuna Loffredo, la bambina più volte violentata da Raimondo Caputo, fino al giorno in cui ribellandosi è stata lanciata nel vuoto, il 24 giugno del 2014, si è tornati oggi, 9 luglio 2018, per l’udienza conclusiva del processo d’Appello. Per i giudici di primo grado, che hanno condannato all’ergastolo l’imputato, Caputo, soprannominato da tutti Titò, sarebbe privo di qualsiasi senso morale. Un muro di omertà ha sempre coperto l’uomo, fin quando il clima di assoluto controllo e manipolazione sulle figlie della compagna di Titò, Marianna Fabozzi, si è spezzato. Proprio una delle figlie della donna, una volta allontanata dal clima familiare e trasferita in una casa famiglia, ha rivelato, insieme alle sorelline, cosa aveva visto quel terribile giorno.

Una testimonianza fondamentale che anche nel processo d’Appello ha avuto un peso considerevole. La Corte d’Assise d’Appello ha infatti confermato la sentenza di primo grado, condannando Raimondo Caputo all’ergastolo per aver ucciso la piccola Fortuna Loffredo. Inoltre è stata confermata anche la condanna per l’allora compagna, Marianna Fabozzi, che dovrà scontare al momento una pena pari a 10 anni di reclusione per aver permesso gli abusi sessuali nei confronti delle sue figlie e di Chicca. La Fabozzi è ancora indagata per l’omicidio doloso del figlio Antonio.

La mamma di Fortuna Loffredo, prima di entrare in aula quest’oggi, aveva dichiarato su Caputo: “Mi aspetto che gli venga confermato l’ergastolo, come nel primo processo – aggiungendo – Da quando lei non c’è più sono io che ho preso l’ergastolo. Loro sono dentro, mangiano, bevono e dormono. Io ho preso l’ergastolo fuori dal carcere”. La donna ha inoltre rivelato: “Dovunque io vada  Chicca sarà sempre con me, ma per cambiare vita, per far dimenticare questa brutta storia – precisa Mimma Guardano – vado via dalla Campania”. La mamma di Chicca ha infatti intenzione di trasferirsi a Mantova.

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Elisabetta Francinella

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Elisabetta Francinella

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