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Legittima difesa, Davigo contro la legge della Lega: “Sparare a un disarmato è omicidio”

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Redazione Velvet

Il Daspo anticorruzione non serve a niente e se sarà approvata la legge sulla legittima difesa, l’Italia sarà condannata dalla Corte europea. È durissimo il giudizio con cui l’ex pm di Mani Pulite, Piercamillo Davigo, boccia senza appello due pezzi importanti del programma sulla giustizia del governo M5s-Lega.

Davigo, oggi membro togato del Consiglio superiore della magistratura (Csm), ha rilasciato un’intervista alla trasmissione Agorà (Rai Tre). Il magistrato ha spiegato che il cosiddetto Daspo contenuto nella legge Anticorruzione voluta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede “si può applicare soltanto in tre modi”

“O per le persone fisiche, o per le società o per entrambi. Se si fa per le persone fisiche, mettono dei prestanome; se si fa per le società, le cambiano; se si fa in tutti e due i modi, fanno entrambe le cose. Quindi, non serve a niente”. L’alternativa è mettere “norme molto severe sulle intestazioni fittizie”. Tuttavia questo “vorrebbe dire scaricare altre migliaia di processi penali su un apparato giudiziario che è già in difficoltà”. Per contro, di quella legge, Davigo approva la parte del blocco della prescrizione: “Tutte le autorità internazionali lo chiedevano da decenni all’Italia, che rappresentava assieme alla Grecia una anomalia rispetto a tutti gli altri Paesi”.

Poi c’è la riforma – ancora da approvare da un ramo del Parlamento – della legittima difesa. “C’è già una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo – dice – che ha affrontato la questione e quindi siamo abbastanza sicuri che se la legge sulla legittima difesa in casa propria sarà approvata, l’Italia verrà condannata dalla Corte Europea”. “La Corte ha detto due cose fondamentali – chiarisce Davigo – Primo, la Convenzione europea sui diritti dell’uomo fa salva la punizione di condotte che sono considerate crimini dai Paesi civili: sparare su persone in fuga disarmate è considerato un crimine dalle leggi dei Paesi civili, quindi se uno viene in casa mia, è disarmato e scappa, se io gli sparo commetto omicidio: punto e basta”.

“Secondo, la Corte ha detto che la Convenzione europea sui diritti dell’uomo afferma che la vita delle persone è protetta dalla legge, quindi ci deve essere una proporzione tra il bene che si deve tutelare e la vita che si mette in pericolo”. Inoltre, Davigo fa “una considerazione generale: la legittima difesa, che pure è già stata modificata nel senso di ampliata alcuni anni fa, nel testo originario del Codice penale era stata scritta da Alfredo Rocco il guardasigilli di Mussolini; che quelle norme che andavano bene persino sotto il fascismo ora non vadano più bene, mi sembra davvero singolare…”.

L’alto magistrato ha sfiorato anche la questione dei sindaci che minacciano di non applicare il Decreto Sicurezza nella parte che riguarda i migranti. “Non è possibile non rispettare le leggi – risponde Davigo – C’è sempre la possibilità della cosiddetta ‘disobbedienza per motivi profetici’: uno accetta le conseguenze e viola la legge”.

Photo credits: Twitter

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