Cronaca

Reggio Calabria, incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando: un morto

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Redazione Velvet

Un migrante è morto nella notte fra ieri e oggi 22 marzo in un incendio divampato nella nuova tendopoli di San Ferdinando, a Reggio Calabria. La tendopoli, gestita prima dal Comune ed ora dalla Caritas, si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli. In quest’ultima, smantellata nelle scorse settimane, tre migranti sono morti nell’arco di un anno a causa di incendi divampati nelle strutture fatiscenti di cui era fatta.

L’incendio di questa notte, secondo una prima ricostruzione, si è sviluppato nell’angolo di una tenda da sei posti, dove erano posizionati alcuni cavi elettrici. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Nel rogo è andata distrutta solo una tenda.

La tendopoli, realizzata alcuni anni fa dalla Protezione civile, è attrezzata, con presenza di servizi igienici e presidi sanitari, ed è vigilata. All’inizio di marzo, la struttura è stata ampliata per consentire il trasferimento di una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli – una struttura fatiscente fatta di baracche in lamiera, plastica e cartone – sorta a poche centinaia di metri e che è arrivata ad ospitare, nel periodo invernale della raccolta degli agrumi, anche 3.000 persone.

Baraccopoli che è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso. I migranti che sono confluiti nella nuova tendopoli sono stati complessivamente 840. La vecchia baraccopoli di San Ferdinando, che si trovava a poche centinaia di metri dalla tendopoli gestita dal Comune, è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso dopo che, in un anno, si erano registrate tre vittime a causa di incendi. Era stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo l’ultimo rogo del 16 febbraio scorso, ad annunciare che la vecchia struttura sarebbe stata abbattuta.

Quella volta aveva perso la vita un 29enne senegalese, Moussa Ba. In precedenza, il 27 gennaio 2018, era morta Becky Moses, 26enne nigeriana, mentre il 2 dicembre 2018 Surawa Jaith era morto pochi giorni prima del suo 18° compleanno. Le operazioni di sgombero e poi di demolizione delle vecchie baracche sono cominciate il 6 marzo scorso e si sono concluse il giorno successivo senza alcun problema dal punto di vista dell’ordine pubblico.

Nelle scorse settimane, il Viminale ha stanziato 350 mila euro per il Comune di San Ferdinando per la gestione della fase post-sgombero e per ripristinare il decoro urbano e garantire “idonee condizioni di vivibilità sul territorio”. Dopo lo sgombero, una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli è stata trasferita nella vicina tendopoli che è stata ampliata.

Photo credits: Twitter

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