Skip to content
Velvet News

Velvet News

Tutto su attualità, cronaca, politica, cultura e hi-tech!

  • Cultura e Spettacolo
  • Cronaca
  • Politica
  • Mondo
  • Interviste
  • Home
  • 2016
  • Aprile
  • 4
  • Palmira, il sito archeologico distrutto dall’Isis e trasformato in fossa comune
  • Mondo

Palmira, il sito archeologico distrutto dall’Isis e trasformato in fossa comune

Redazione 04/04/2016
Palmira

Una delle più grandi tragedie della guerra in Siria è la distruzione di siti archeologici di importanza mondiale. Le rovine della città di Palmira fanno parte di questo scempio. Ora la città è stata liberata, ma i danni e gli sfregi fatti alle rovine sono molto gravi. Inoltre nel sito è stata ritrovata una fossa comune con 42 corpi di donne e bambini.

L’orrore della guerra non conosce limiti e a volte va al di là della distruzione fisica delle vite degli esseri umani. La ferocia travolge anche la nostra storia, come è accaduto nel 1992 alla Biblioteca Nazionale di Sarajevo colpita diverse volte dai bombardamenti serbi. Negli incendi causati dalle bombe vennero distrutti settecento manoscritti e incunabuli (testi rarissimi scritti con caratteri mobili prima del 1500). Dopo vent’anni dalla guerra dei Balcani la Biblioteca di Sarajevo e stata riaperta, ma la perdita subita rimane un danno irreparabile.

Mai più. Avevano detto giornali e politici, promessa andata distrutta di fronte alle macerie di Palmira. Sito archeologico siriano devastato dalla furia dei combattenti del sedicente stato Islamico. Solo pochi giorni fa le truppe siriane insieme all’aviazione russa sono riuscite a riconquistare Palmira, ma i festeggiamenti per la vittoria si sono subito spenti non appena è si verificata l’entità delle distruzioni.

La Sposa del Deserto così nell’antichità veniva chiamata Palmira, centro di snodo per mercanti e viaggiatori diretti verso l’Oriente o l’Occidente. Ora gran parte delle sue rovine non si stagliano più tra le sabbie del deserto come hanno fatto per millenni. La furia dell’Isis le ha distrutte perché considerate una testimonianza degli infedeli. Le fotografie che i militari e i primi testimoni hanno diffuso parlano da sole. Anfiteatri e monumenti sono stati abbattuti o danneggiati in maniera molto grave.

Palmira
Questo perché considerate dall’Isis blasfeme in quanto testimoniano la civiltà pre-islamica colpevole di rappresentare le divinità. La colpa dello scempio non è da imputare alla religione Islamica, ma alla follia dell’Isis. Ma le devastazioni di Palmira non si fermano alle rovine. I soldati siriani hanno scoperto un orrore ancora più grande. Una fossa comune dove all’interno sono stati ritrovati i cadaveri di 42 persone tra cui molte donne e bambini. Una carneficina che si aggiunge al barbaro omicidio dell’archeologo Khaled Asaad, custode della città, giustiziato dieci mesi fa, quando le truppe dell’Isis conquistarono Palmira. Accusato di blasfemia lo studioso è stato prima torturato e poi decapitato, il suo corpo è stato esposto. Un orrore che aumenta la tragedia di una guerra che ancora non vede la fine.

Photo Credits: Twitter

Tags: Isis Khaled Asaad Palmira Siria

Continue Reading

Previous: Addio a Gallieno Ferri, maestro del fumetto italiano e papà di Zagor
Next: Inchiesta Petrolio, di cosa tratta lo scandalo giudiziario che ha travolto il governo

Articoli recenti

  • La guerra ibrida della Germania: droni esplosivi e sabotaggi quotidiani
  • Siria e Russia accordo storico: Damasco riprende il controllo delle basi militari mediterranee
  • Caldo record in Europa occidentale: giugno-luglio 2026 battono il precedente record del 2022
  • Attacco con droni ucraini in Russia: almeno 13 morti, uno dei più letali dall’invasione
  • Ondata di caldo estremo in Europa: agosto 2026 tra record e morti
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Copyright © 2026 VelvetNews.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001