Dallas, la strage del razzismo. Il sogno di Obama è fallito

Una strage ad opera di un solo killer, il veterano Micah Johnson . Con fucile d’assalto AR-15, uccide cinque agenti di polizia a Dallas al termine di quella che doveva essere una manifestazione di protesta pacifica

Dallas la città dove il 22 del 1963 venne assassinato il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy è di nuovo protagonista di fatti di sangue. 5 gli agenti di polizia uccisi da un cecchino durante una manifestazione pacifica per ricordare due ragazzi afroamericani uccisi dalle forze dell’ordine: Alton Sterling in Luisiana e Philando Castile in Minnesota (LEGGI ANCHE: OMICIDIO IN DIRETTA FACEBOOK: ECCO COSA SIGNIFICA RAZZISMO AI TEMPI DI INTERNET)

MICAH JOHNSON, IL KILLER DI DALLAS

Incensurato, reduce della guerra in Afghanistan, durante la quale una soldatessa lo ha accusato di molestie sessuali. Micah Johnson, il killer di Dallas, ha agito da solo: ha orchestrato l’attacco alla polizia spinto dall’odio verso i bianchi, soprattutto gli agenti. Sul passato di Johnson, ucciso da un robot imbottito di esplosivo, emergono con il passare delle ore ulteriori dettagli. Nel periodo trascorso in Afghanistan come falegname nella 420ma brigata del Genio è stato accusato di molestie sessuali. La soldatessa che aveva puntato il dito contro di lui aveva messo in evidenza che Johnson aveva bisogno un aiuto psicologico. E chiesto un ordine restrittivo nei suoi confronti. L’esercito aveva quindi avviato le pratiche per allontanarlo.

killer

Rientrato negli Stati Uniti, Johnson era tornato a vivere con la madre a Mesquite, vicino Dallas: un’area tranquilla, dove i vicini lo ricordano come una persona tranquilla, non pericolosa. Proprio in casa aveva un arsenale: la polizia ha trovato materiale per costruire bombe, fucili, munizioni e giubbotti anti proiettili. Sulla sua pagina Facebook, fatta sparire poco dopo il suo riconoscimento, era fan di due gruppi: le Black Panther e l’African American Defense League.

Dopo aver seguito gli eventi da Varsavia dove si trova per il vertice della Nato, Barack Obama decide di anticipare il rientro negli Stati Uniti di un giorno: arriverà a Washington domani in serata, e all’inizio della prossima settimana sarà a Dallas. Una Dallas ferita, che piange le sue vittime e che è stata palcoscenico di una ”piccola guerra che si e’ trasformata nella giornata più nera per la polizia americana dall’11 settembre 2001.

Photo Credits: Twitter

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