Calabria: indossa la minigonna e il fratello le spara

In provincia di Vibo Valencia una ragazza è stata gambizzata dal fratello perché aveva indossato una minigonna troppo corta.

Drammatico il racconto di Marisa Putortì, 21 anni, residente a Nicotera in Calabria. La ragazza è stata gambizzata dal fratello che dopo la morte del padre, avvenuta 6 anni fa, ha iniziato ad avere, nei suoi riguardi, un comportamento ossessivo: «Era ormai da anni che non andavamo d’accordo – racconta Marisa nel suo letto in ospedale- . Neanche ci salutavamo più. A lui dava fastidio ogni cosa che facevo… Se mi truccavo o andavo in giro con la minigonna, se fumavo o mi fermavo in paese a parlare con uomini più grandi. Chissà cosa gli raccontavano di me i suoi amici».

Piange nel suo letto di ospedale mentre rivive quei tragici momenti: «Mio fratello sembrava un diavolo. Mi ha puntato addosso il fucile e ha sparato. Sono caduta e ho chiuso gli occhi per il dolore». Marisa è una mamma, ha un figlio di 5 anni, Carmelo, avuto in adolescenza dal suo attuale compagno, Massimo D’Ambrosi, 24 anni. “Ero vigile in ambulanza. Sentivo i medici che si auguravano che i pallini non avessero colpito l’arteria femorale”, “altrimenti non ci arriva in ospedale”, dicevano tra loro. Davanti agli inquirenti, la giovane non ha voluto confessare il nome dell’aggressore: “Lui è uno schizofrenico. Non lo odio però, provo solo indifferenza. Voglio che paghi per quello che ha fatto e quando lui uscirà di prigione io me ne andrò da Nicotera”.

Lui ha confessato e attualmente è in stato di fermo.  In carcere ha incontrato sua madre. Quanto alla sorella, è stata operata perché i pallini del calibro dodici le hanno bucato le gambe e spezzato il femore destro. Dovrà stare ferma per alcuni mesi dal lavoro. La speranza, però, non si è spenta: «Non ho vissuto l’adolescenza perché il destino e l’amore hanno voluto che diventassi improvvisamente grande. Non ho finito gli studi tecnici, e mi sono pentita. Ora però che grande sono diventata veramente, voglio vivere come vivono le mie coetanee. Lavorare, andare a ballare, avere un sacco di amici, ma anche uscire con il mio Carmelo ed essere fiera di lui. Tutto questo volevo fare. Voglio farlo, senza essere controllata».

marisa putortìc-kavG-U432205196645049H-994x556@Corriere-Web-Sezioni

 

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