Attentato a Berlino, la fuga di Anis Amri. Ripreso in video a Milano

Gli investigatori stanno ricostruendo tutte le fasi della fuga verso Sud del presunto responsabile dell’attacco con il tir nella capitale tedesca

Un fotogramma estratto dalle telecamere della Stazione Centrale di Milano riprende Anis Amri il 23 dicembre scorso, poche ore prima che il terrorista tunisino di 24 anni, ritenuto responsabile della strage di Berlino, fosse ucciso in uno scontro a fuoco con la Polizia a Sesto San Giovanni. L’immagine – che mostra Amri mentre si dirige verso l’esterno della Stazione – è delle 00.58 del 23 dicembre e rappresenta un altro tassello nelle indagini degli investigatori che stanno ricostruendo gli spostamenti dell’uomo.

LA PISTOLA, TELEGRAM, IL NIPOTE

Gli investigatori della Digos sono stati al lavoro anche durante il giorno di Natale per ricostruire nel dettaglio di spostamenti di Anis Amri. All’esame anche la pistola calibro 22 che il tunisino aveva con sé, la sua scheda telefonica non utilizzata e altri elementi che potrebbero chiarire se l’uomo poteva disporre di appoggi nel Milanese, oppure se Sesto era solo un luogo di passaggio per andare altrove. Amri era in contatto con suo nipote attraverso Telegram per poter eludere i controlli della polizia. Un’operazione delle forze di sicurezza tunisine ha smantellato ieri, 26 dicembre, una cellula terroristica composta da tre membri tra i 18 e i 27 anni, tra cui il nipote dello stesso Amri. La cellula terroristica operava tra Fouchana nel governatorato di Ben Arous, e Oueslatia, in quello di Kairouan.

DA LIONE A TORINO

Il presunto responsabile dell’attentato di Berlino, era passato per la stazione di Lione Part-Dieu dove aveva acquistato un biglietto per Milano con corrispondenza a Chambery. Lo dimostrano le immagini delle telecamere di video sorveglianza della stazione. Dopo essere passato da Lione e Chambery, prima di arrivare a Torino, Amri si era fermato alla stazione di Bardonecchia, nel Torinese quindi aveva raggiunto Sesto dalla Stazione Centrale di Milano a bordo di un autobus.

Un fermo immagine del video di Anis Amri prima dell'attentato di Berlino, diffuso da Amaq, agenzia dell'Isis
Anis Amri

L’AUTISTA POLACCO

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il terrorista avrebbe sparato alla testa dell’autista polacco del tir con cui è stato compiuto l’attentato a Berlino “tra le 16.30 e le 17.30” di lunedì 19 dicembre, il giorno dell’attentato, avvenuto poco dopo le 20 di quella sera. È quanto scrive la Bild, citando risultati dell’autopsia. Per quanto riguarda Lukasz Urban “ i medici escludono che sia stato in grado di agire con consapevolezza” e quindi “di aggrapparsi al volante durante l’attentato“. Una prima ricostruzione della dinamica aveva invece lasciato intendere che Urban avesse lottato fino all’ultimo, aggrappandosi più volte al volante e, forse, costringendo il tir a sbandare, salvando così molte altre persone.

POLIZIA ITALIANA IN ALLERTA

In Italia, intanto, le forze del’ordine sono nel massimo stato di allerta possibile. “È la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Non dimentichiamo che anche in Francia sono stati uccisi due poliziotti. Noi siamo la vetrina dello Stato”. Lo afferma – in un’intervista al Corriere della Sera – Maurizio Vallone, a capo del servizio controllo del territorio del Dipartimento della Pubblica sicurezza, dopo l’uccisione dell’attentatore Anis Amri: “dobbiamo essere particolarmente attenti, prendere tutte le iniziative possibili di autotutela”. I due agenti di Milano, dice, “Sono stati perfetti, la loro è stata un’operazione da manuale”. Dopo Berlino, il dispositivo è stato potenziato: “Oltre agli agenti in servizio in ogni città, abbiamo 1.800 uomini a disposizione per potenziare i servizi quando questori o prefetti lo richiedono”.

CONCERTI DI FINE ANNO? BLINDATI

Ad esempio, spiega, “un concerto di fine anno non si potrà svolgere se non ci saranno ‘filtraggi’ delle persone all’entrata e all’uscita, come avviene negli stadi. Inoltre dovranno essere montate le barriere di cemento per impedire l’accesso dei mezzi. In ogni occasione saranno presenti le Unità operative antiterrorismo”, addestrate dai Nocs che si muovono in macchine blindate e fucili ad alta precisione: “Abbiamo a disposizione 400 poliziotti e circa altrettanti carabinieri”.

È l'attentatore di Berlino l'uomo ucciso a Milano in una sparatoria con la polizia

Photo credits: Twitter, Facebook

 

Gestione cookie