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Incendio al Gran Ghetto, la baraccopoli degli “schiavi”: due morti in Puglia

Pubblicato da
Domenico Coviello

Lo chiamano il “Gran Ghetto”. Ci vivono centinaia di immigrati sfruttati che lavorano nelle campagne della Puglia, in provincia di Foggia. Nella notte un rogo, forse doloso, ha ucciso due di loro mentre era in corso lo sgombero. E ha distrutto in pochi istanti centinaia di baracche

Due cittadini africani, probabilmente del Mali, sono morti a causa di un grosso incendio che si è sviluppato nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3 marzo all’interno del cosiddetto ”Gran Ghetto”, la baraccopoli che si trova nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, in provincia di Foggia. Quando si è sviluppato il rogo, che in pochi minuti ha avvolto numerose baracche, sul posto erano già presenti i vigili del fuoco, carabinieri e agenti di polizia che stavano presidiando l’area dopo lo sgombero cominciato il 1 marzo.

POPOLATO DA CENTINAIA DI BRACCIANTI SFRUTTATI

Il Ghetto è abitato da alcune centinaia di migranti impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nelle campagne della zona. Due giorni fa era cominciato lo sgombero da parte delle forze dell’ordine disposto dalla Dda di Bari nell’ambito di indagini avviate nel marzo del 2016 e culminate con il sequestro probatorio con facoltà d’uso della baraccopoli per presunte infiltrazioni della criminalità.

RIVOLTA CONTRO LO SGOMBERO

Sempre due giorni fa, sempre nell’ambito di queste indagini, pur essendo stato deciso e avviato, lo sgombero non è avvenuto totalmente perché alcuni dei 350 migranti che erano nella baraccopoli si sono rifiutati di lasciare il Ghetto. Ieri mattina 2 marzo alcuni di loro – circa 200 – hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia, ribadendo di non voler lasciare la baraccopoli e chiedendo di voler parlare con il prefetto. L’incendio si è sviluppato su un’area di oltre 5000 metri quadrati e ha distrutto un centinaio di baracche.

MORTI CARBONIZZATI

Quando le tre squadre di vigili del fuoco sono riuscite a circoscrivere e spegnere le fiamme hanno trovato i corpi carbonizzati dei due africani. Sulle cause al momento non si può ancora essere certi, ma non si esclude che possa essere di natura dolosa. “È stato troppo violento e improvviso – ha riferito all’Ansa un vigile del fuoco che ha operato sul posto – e quindi non si esclude che possa essere stato appiccato da qualcuno”. Molte bombole di gas sono saltate in aria e hanno contribuito a rendere ancora più pericolosa la situazione.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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