Categorie: Cronaca

Inchiesta Consip, Romeo non risponde al Gip. “Tiziano Renzi? Mai visto”

Pubblicato da
Domenico Coviello

Accusato di corruzione per gli appalti Consip sulle forniture alla pubblica amministrazione, l’imprenditore Alfredo Romeo è stato interrogato dai pm ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi legali precisano: “Non ha mai incontrato il padre dell’ex premier Matteo Renzi né ha mai dato soldi a nessuno”

È stato rapido l’interrogatorio di garanzia dell’imprenditore Alfredo Romeo nel carcere romano di Regina Coeli, lunedì 6 marzo. Cominciato al mattino presto, l’incontro con i pubblici ministeri della procura di Roma si è concluso in breve tempo perché l’imprenditore campano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Romeo è stato arrestato il 1 marzo con l’accusa di corruzione: avrebbe corrisposto tangenti in denaro a dirigenti di Consip, l’organismo centrale dello Stato che gestisce costi e spese per gli apparati della pubblica amministrazione, nel tentativo di condizionare a suo favore gare d’appalto da centinaia di milioni di euro.

All’atto istruttorio di lunedì 6 marzo al carcere di Regina Coeli erano presenti il gip Gaspare Sturzo, il pm Mario Palazzi e i difensori dell’imprenditore Alfredo Romeo. I quali hanno depositato una memoria mentre il loro assistito ha deciso di non rispondere al Gip. Gli avvocati difensori Francesco Carotenuto, Giovanni Battista Vignola e Alfredo Sorge, entrando nel carcere romano, avevano dichiarato ai giornalisti: “Il nostro assistito afferma di non aver mai dato soldi a nessuno e di non avere mai incontrato Tiziano Renzi o gente legata all’entourage dell’ex presidente del Consiglio”.

La precisazione va letta alla luce del fatto che Alfredo Romeo – sempre secondo le accuse dei procuratori di piazzale Clodio – avrebbe incontrato più volte il padre dell’ex premier Matteo Renzi, Tiziano, per compiere pressioni sul condizionamento delle gare. O meglio, per cercare una sponda in Tiziano Renzi, il quale è sotto inchiesta per traffico di influenze. Tiziano avrebbe cioè, a detta dei magistrati che lo accusano, svolto un ruolo non di corruttore né di corrotto, ma di mediatore di un patto corruttivo (in questo caso fra Romeo e dirigenti Consip): nuova tipologia di reato penale introdotta nel 2012. Il padre dell’ex premier, interrogato dai magistrati il 3 marzo, ha sostenuto di non conoscere né di aver mai visto Alfredo Romeo, di non conoscere neppure Denis Verdini, e si è dichiarato estraneo alle accuse.

Tiziano Renzi, papà dell’ex premier Matteo. Nella foto in alto l’imprenditore Alfredo Romeo

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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