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Loris, la difesa della madre chiede una nuova perizia psichiatrica sulla donna

Elisabetta Francinella 08/04/2017
Loris, la difesa della madre chiede una nuova perizia psichiatrica sulla donna

Il legale di Veronica Panarello, condannata a 30 anni di reclusione per l’uccisione del figlio Loris, chiede nell’atto di appello contro la sentenza del Gup di disporre di una nuova perizia psichiatrica sull’imputata e di assolverla per non aver commesso il fatto.

L’avvocato Francesco Villardita ha richiesto per la sua cliente di disporre di una nuova perizia psichiatrica sull’imputata e di “Riaprire l’istruttoria dibattimentale” per “effettuare il confronto tra lei e il suocero, Andrea Stival“. Queste le richieste “preliminari” del legale di Veronica Panarello nell’atto di appello contro la sentenza del Gup di Ragusa, Andrea Reale, che il 17 ottobre 2016 ha condannato la donna a 30 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Loris, di 8 anni, avvenuto il 29 novembre 2014 nella loro casa di Santa Croce Camerina.

Il legale Villardita chiede di assolvere Veronica “Per non aver commesso il fatto”, e in subordine di “Ritenere la sussistenza del concorso anomalo” nell’omicidio, commesso da altri. In ogni caso chiede di “Riconoscere il vizio parziale di mente” e di “rideterminare la pena” anche concedendo le attenuanti generiche che in primo grado non le sono state riconosciute. Il processo di terrà, a data da destinare, davanti alla Corte d’assise di Catania. Nell’atto d’appello, depositato il 28 marzo scorso nella cancelleria del Tribunale di Caltagirone, vengono riportati 18 punti di “contestazione e censura di fatto e di diritto” della sentenza di primo grado. Tra questi il passo in cui il Gup ipotizza che Veronica Panarello, ritenuta da una perizia collegiale in grado di intendere e di volere, prima, durante e dopo il delitto, possa essere stata affetta da sindrome di Medea. Se così fosse, secondo l’avvocato Villardita, “L’autodeterminazione della Panarello era limitata da un quadro clinico che l’ha portata all’azione criminosa“. Inoltre il legale della donna contesta la non valutazione delle “neuro immagini” che certificano la presenza di un cervello alterato della donna: “il rifiuto dei periti di tenere conto di questi avanzamenti, con giustificazioni bizantine e acrobatiche, fornisce una misura della inadeguatezza scientifica del loro prodotto”.

Il penalista Francesco Villardita ha inoltre sollecitato il confronto tra la sua assistita e il suocero della donna, Andrea Stival, che lei afferma essere stato il suo amante e lo accusa di avere ucciso il bambino per timore che svelasse la loro relazione. Ribadisce che la sua assistita, Veronica Panarello, ha sempre detto la verità per quello che ricordava. Nell’atto d’appello vengono contestate dall’avvocato anche le perizie medico legali e la tempistica dell’omicidio: “La donna non avrebbe avuto il tempo e né la forza per fare tutto da sola”.

Photo Credits Facebook

Tags: Andrea Reale Andrea Stival Francesco Villardita Loris Stival Omicidio Loris Veronica Panarello

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