Dopo l’approvazione con i voti determinanti del suo stesso partito e il no di tutte le opposizioni, Matteo Renzi sconfessa i suoi e detta la linea: dietrofront e modifiche urgenti in Senato a un testo sulla legittima difesa “confuso e incomprensibile”
Un pasticcio ai limiti dell’incredibile. Si potrebbe forse definire così il via libera di giovedì 4 maggio alla Camera del Deputati per la nuova disciplina sulla legittima difesa dei cittadini in caso di aggressioni di ladri o rapinatori. Come è noto fra i punti che suscitano il clamore maggiore c’è, molto controverso, quello dell’introduzione della possibilità di reagire sparando con proprie armi a chi fa irruzione in casa per rapinare, ma solo nelle ore notturne.
Varata con i voti del Pd e degli alfaniani, adesso la legge passerà al Senato. E lì è lo stesso segretario rieletto del Partito democratico, Matteo Renzi (che non è parlamentare) a chiedere che si mezza una pezza. Un diluvio di messaggi di elettori infuriati dal testo confuso e compromissorio della nuova normativa, secondo quanto riporta Repubblica, avrebbe travolto letteralmente, ieri 4 maggio, il segretario. Portandolo a dichiarare che “va bene una nuova legge sulla legittima difesa, va benissimo il principio che la ispira. Però scritta così questa norma è un pasticcio. Vista da fuori è incomprensibile”. A tarda sera, infatti, Renzi ha mandato a gambe all’aria l’accordo di maggioranza su un testo che aveva segnato il compromesso tra Pd e Ncd. E così, a poche ore dal primo via libera di Montecitorio, il leader cambia rotta e ufficializza la novità.
“Diciamo meno male che c’è il Senato – è la replica indiretta della seconda carica dello Stato, Pietro Grasso – se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”. La dichiarazione del presidente di Palazzo Madama è arrivata oggi 5 maggio dal Teatro Palestra di Serra San Quirico (Ancona), a margine di un incontro con studenti provenienti da varie regioni europee e dall’estero in occasione della 35ª Rassegna nazionale di Teatro della Scuola.
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