Vaticano shock: cardinale Pell incriminato per pedofilia in Australia. “Vado a difendermi”

Pedofilia e stupro. Sono le accuse di cui è stato incriminato in Australia il cardinale George Pell, prefetto degli Affari economici del Vaticano. Congedato da Papa Francesco, andrà a difendersi.

La data è stata fissata dal tribunale di Melbourne al prossimo 18 luglio. “Andrò nella mia terra a difendermi” ha dichiarato a stretto giro l’accusato. Si tratta di uno dei porporati in assoluto più importanti della Chiesa cattolica: Pell è il prefetto degli Affari economici del Vaticano, chiamato a rivestire questo ruolo da papa Francesco affinché metta ordine dei disastrati conti economico-finanziaria della Santa Sede.

Già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney George Pell è stato incriminato per presunti reati di abusi sessuali su minori per il periodo in cui era sacerdote a Ballarat (1976-1980) e, poi, arcivescovo a Melbourne (1996-2001). La notizia arriva in Vaticano in una data solenne, quella della festività dei Santi Pietro e Paolo. A Roma oggi 29 giugno è festa. Ma è anche il giorno in cui il Pontefice consegna agli arcivescovi metropoliti appena nominati il pallio, simbolo del giogo pastorale da prendere sulle spalle. Fra gli alti prelati della Curia avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia anche George Pell, che invece non si è presentato.

E non apparirà nemmeno in tutti gli altri eventi e cerimonie pubbliche che avverranno fin quando resterà sotto accusa. Papa Francesco ha disposto che il cardinale sia congedato da tutti i suoi incarichi vaticani per tutta la durata del processo. È stato lo stesso presule australiano a rivelarlo davanti ai giornalisti, in una conferenza stampa durata appena 10 minuti e convocata di prima mattina mentre a pochi metri, tra i bracci del colonnato di San Pietro, il coro stava provando i canti per la funzione solenne. George Pell ha dichiarato di “rifiutare in tutto le accuse” che gli vengono rivolte di abusi sessuali, di voler tornare in Australia per difendersi e di avere più volte nei mesi scorsi e anche recentissimamente, messo al corrente il Papa di questa situazione.

Photo credits: Twitter, Facebook

 

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