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Vaccini a scuola: dietrofront clamoroso del Veneto di Zaia

Domenico Coviello 07/09/2017
Vaccini a scuola, il Veneto di Luca Zaia sospende la moratoria: perché ha cambiato idea?
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La Regione Veneto, presieduta da Luca Zaia (Lega Nord) ha deciso giovedì 7 settembre di sospendere il decreto di moratoria di due anni (fino al 2019) per l’applicazione delle norme sui vaccini ai bambini iscritti agli asili e nelle scuole a partire dall’imminente nuovo anno scolastico al via. “Ma solo perché aspettiamo la pronuncia del Consiglio di Stato”, si è difeso Zaia.

Il ripensamento del governatore Zaia arriva all’indomani della certezza che il governo si apprestava a dar battaglia legale alla Regione Veneto facendo preparare all’Avvocatura dello Stato un ricorso di fronte al Tar. Ma anche a seguito della decisione del governatore Maroni (Lombardia, anche lui della Lega) di non seguire il Veneto sulla strada della rottura con Roma, e delle critiche da parte di Forza Italia, con il fronte del centrodestra che appariva spaccato. Quando invece, se unito, è dato vincente alle prossime elezioni politiche del 2018 da tutti i più importanti sondaggi fin qui realizzati.

“Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale”, ha poco dopo dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Con la norma della Regione veniva concessa una moratoria di due anni per la presentazione della documentazione vaccinale da parte dei genitori. “Non possiamo permetterci coperture a macchia di leopardo, l’85% su un territorio, il 95% su quello vicino, perché questo ci esporrebbe al rischio di epidemie, mettendo a repentaglio la salute dei singoli e della collettività, diritti che entrambi sono tutelati dalle buone politiche vaccinali”, aveva scritto proprio oggi l’Ordine dei Medici Nazionale, Fnomceo, e di Venezia, in una lettera indirizzata al presidente della regione Veneto Luca Zaia.

“Siamo d’accordo – sottolineano – sul fatto che l’aspetto organizzativo ha avuto un’accelerazione repentina, che rischia di creare difficoltà. Ma una moratoria di due anni, anche se nata dal lodevole intento di venire incontro alle famiglie, rischia invece di creare un territorio a due velocità, facendo perdere ai nostri cittadini parte di quello che avevano guadagnato in termini di salute e prevenzione”.

Treviso, infermiera fingeva di vaccinare i bimbi: richiamati 500 pazienti

LEGGI ANCHE: SCUOLA, BAMBINI VACCINATI? GUERRA TOTALE: IL GOVERNO PRONTO AL RICORSO CONTRO IL VENETO

Photo credits: Twitter, Facebook

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