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Caso Maria Chindamo, rivelazione shock di un pentito: “Mi hanno detto che gliel’hanno fatta pagare”

Elisabetta Francinella 13/10/2017
Caso Maria Chindamo, rivelazione shock di un pentito: “Mi hanno detto che gliel'hanno fatta pagare”

Una nuova ed importante rivelazione sembra segnare la svolta nel caso di scomparsa di Maria Chindamo: la testimonianza di un collaboratore di giustizia potrebbe portare alla svolta nel caso.

Dietro la scomparsa di Maria Chindamo, imprenditrice agricola di 44 anni, madre di 3 figli, aggredita e sequestrata la mattina del 6 maggio 2016, potrebbe esserci la lupara bianca. La donna quella tragica mattina si era recata come ogni venerdì alla propria azienda agricola, ma evidentemente qualcosa è andato storto. La sua macchina è stata rinvenuta in moto, con lo sportello del guidatore aperto e con delle evidenti tracce di sangue. Cosa sia successo è ancora un mistero, ma gli inquirenti continuano ad indagare e una dichiarazione di un collaboratore di giustizia fa pensare al peggio.

L’aggressione alla donna, secondo chi indaga, è stata pianificata a tavolino: l’unica telecamera di videosorveglianza della villetta di fronte all’azienda quel giorno non ha ripreso nulla , come se fosse stata manomessa. Ma perché Maria Chindamo è stata aggredita? Perché qualcuno ce l’aveva con lei? Per la Procura l’imprenditrice è stata uccisa. Ed è proprio in queste ore che arriva una clamorosa indiscrezione da parte di un collaboratore di giustizia che sembra segnare la svolta nel caso. Il pentito ha dichiarato: “A Maria gliel’hanno fatta pagare”.

A parlare è Giuseppe Dimasi, implicato nell’inchiesta “Lex” sulle cosche di Laureana di Borrello, paese di Maria Chindamo e di Vincenzo Freiland, l’anziano proprietario di un terreno agricolo vicino a quello della donna, anche lui scomparso il 16 ottobre 2016. Per gli inquirenti il pentito è una fonte attendibile e le sue dichiarazioni sono meritevoli di approfondimenti investigativi. Ma perché qualcuno avrebbe dovuto fargliela pagare? E per cosa? Gli inquirenti continuano ad indagare su diversi fronti: tra le ipotesi più concrete pare sia un possibile coinvolgimento della ‘ndrangheta; oppure qualcuno non aveva ben accolto la scelta della donna che aveva, dopo la morte del marito (suicidatosi per la crisi matrimoniale che li stava portando alla separazione), iniziato a vivere la propria vita liberamente.

Photo Credits Facebook

 

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