Scomparsa Maria Chindamo, la madre: “Mia figlia era sparita, ma nessuno voleva cercarla”

Si riaccendono i riflettori sulla scomparsa di Maria Chindamo, l’imprenditrice calabrese scomparsa nel nulla nel maggio del 2016. La madre, intervistata dal settimanale Giallo, non si arrende e vuole sapere tutta la verità.

È ancora avvolta nel mistero la scomparsa Maria Chindamo, l’imprenditrice agricola di 44 anni, madre di 3 figli, aggredita e sequestrata la mattina di venerdì 6 maggio 2016 a Laureana di Borrello, in provincia di Vibo Valentia. Non fanno ben sperare le uniche tracce rinvenute nell’automobile della donna, trovata a motore acceso davanti all’ingresso dell’azienda agricola: macchie di sangue sono state trovate sulla carrozzeria e sul muretto del cancello dell’azienda agricola. Quella mattina la donna aveva un appuntamento con alcuni operai ma neanche il tempo di scendere dalla sua auto per aprire il cancello che qualcuno l’ha aggredita. 

Il settimanale Giallo è tornato sul caso intervistando la madre della donna, Pina De Francia, la quale ha dichiarato: “In un fazzoletto di terra come il nostro non succede mai niente senza che qualcuno lo venga a sapere. Poche ore dopo la scomparsa di mia figlia, l’allora procuratore dichiarò che Maria era morta. Perché? Com’è possibile che mia figlia, il cui corpo non è mai stato ritrovato, sia data per deceduta subito dopo la sparizione? Possibile che siano giunti a questa conclusione soltanto in base alle tracce di sangue trovate sulla sua auto? Quelle tracce non sono sufficienti per sostenere che si sia trattato di un omicidio”.

La mamma di Maria Chindamo prosegue: “Ho molti dubbi e molte domande a cui non so dare risposta. Il mio sospetto più grande è che le ricerche di Maria non siano scattate subito, quando si è saputo della sua scomparsa. Soprattutto il un territorio piccolo come il nostro, le prime ore dopo una sparizione sono fondamentali per fare luce su un caso. Invece hanno detto subito che Maria era morta per mano di qualcuno che si era voluto sostituire a Dio”. La donna è angosciata da tale riflessione e crede: “Se Maria fosse stata cercata nel momento stesso in cui abbiamo denunciato la scomparsa, forse adesso sapremmo cosa le è realmente accaduto. Ma non perdo la speranza. Continuerò a lottare”.

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