“Sarete licenziati in tronco”. La scure della Toscana sugli assenteisti dal lavoro

Licenziamento senza preavviso per i dipendenti regionali per i quali risulti accertata la falsa attestazione della presenza in ufficio. Lo ha deciso il 6 settembre la giunta regionale della Toscana, guidata da Enrico Rossi, in relazione alle indagini della procura di Massa. Quest’ultima, infatti, interessa anche alcuni dipendenti passati all’amministrazione regionale con il passaggio delle funzioni provinciali.

La notizia è riportata dal sito del quotidiano La Nazione. Dopo due anni di indagini, iniziate nel 2016, all’alba del 6 settembre i carabinieri del comando provinciale di Massa Carrara, coordinati dalla Procura della Repubblica di Massa, hanno eseguito un blitz che ha portato all’arresto di 26 persone (tutte ai domiciliari), mentre per altri tre dipendenti, come misura cautelare, è scattato il divieto di dimora.

COINVOLTO IL CAPO DEI VIGILI

In tutto sono 70 gli indagati. L’accusa è, in sostanza, quella di un massiccio, reiterato e ingiustificato assenteismo sul lavoro. Tra gli arrestati anche il comandante della polizia provinciale, l’autista del presidente della Provincia, un messo notificatore dello stesso ente. Nel mirino degli inquirenti sono finiti anche funzionari del Genio civile.

LE ACCUSE AGLI ARRESTATI E INDAGATI

In pratica, secondo le accuse, gli impiegati si assentavano dall’ufficio senza giustificazione, spesso più volte nell’arco della stessa giornata, per svolgere le più disparate attività: fare la spesa, accompagnare i figli dagli amici, andare in palestra, persino andare a messa. Non mancavano lunghe soste al bar e al ristorante. L’attività investigativa svolta ha infatti messo in luce l’esistenza di una lunga, consolidata e diffusa prassi di assenteismo ingiustificato realizzata attraverso timbrature omesse, simulate, effettuate in luoghi non autorizzati o tramite familiari o colleghi compiacenti e false certificazioni.

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