Omicidio Desirée, i pm: “Stuprata e uccisa per divertimento e con crudeltà”

Desirée, 16 anni, stuprata e uccisa “per divertimento” e “con crudeltà” a Roma, nello stabile occupato a San Lorenzo, dopo essere stata imbottita di droghe e tranquillanti. Al culmine di un gioco perverso, sadico e infine mortale. Lo sostengono il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Stefano Pizza nel decreto con cui hanno chiesto la convalida del fermo per i tre immigrati accusati della violenza sessuale di gruppo e dell’omicidio di Desirée Mariottini, 16 anni, morta dopo un’agonia durata dodici ore, nella notte fra venerdì 19 e sabato 20 ottobre. La notizia è riportata dal Messaggero, in un articolo a firma di Michela Allegri e Alessia Marani.

LE ACCUSE

Intanto le versioni si intrecciano: una supertestimone di 24 anni, nuovamente convocata dagli investigatori, ha raccontato che una delle amiche di Desirée, sentita due giorni fa, avrebbe assistito a tutto senza fare nulla e che un’altra avrebbe barattato il silenzio, almeno in un primo momento, in cambio di qualche dose. Secondo l’accusa, l’omicidio è pluriaggravato. Il branco, composto da almeno quattro persone, ha agito per “motivi abietti”, dopo avere ridotto “intenzionalmente” la sedicenne in uno stato di incoscienza somministrandole sostanze “in grande quantità”. Desirée è stata stuprata più volte, a turno, mentre era incapace di difendersi. Secondo i pm gli aggressori sapevano che il mix probabilmente formato da tranquirit, crack, metadone ed eroina, la avrebbe potuta uccidere. Non solo hanno accettato il rischio, ma quando si sono resi conto che Desirée stava collassando, hanno continuato le violenze. Poi, la hanno lasciata morire, abbandonando il corpo nudo in un letto sudicio, nello stabile abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo. Gli investigatori della Squadra Mobile diretti da Luigi Silipo hanno identificato il quarto componente del branco, un ghambiano che si sarebbe rifugiato vicino a Foggia. I tre fermati sono i senegalesi Gara Mamadou, 26 anni, e Minteh Brian, 43 anni, e Alinno Chima, nigeriano di 46 anni. Il primo è stato bloccato dai poliziotti mentre mercoledì sera era in strada al Pigneto. Il secondo, già arrestato nel 2014 dai carabinieri di piazza Venezia per spaccio al Colle Oppio, l’hanno trovato a San Lorenzo.

SULLA TIBURTINA UN ALTRO “INFERNO”

Il nigeriano, infine, è stato sorpreso mentre ancora dormiva ieri mattina nell’ex fabbrica di penicillina sulla Tiburtina, un altro inferno diroccato dove vivono circa 600 tra tossici e immigrati irregolari e in cima alle liste degli immobili da sgomberare. Tutti pusher che facevano la spola tra le piazze della movida e dello spaccio. Per gli inquirenti hanno agito come delle «belve». Domani 27 ottobre saranno interrogati dal gip, che deciderà se confermare o meno la custodia in carcere. Sul registro degli indagati, però, verranno aggiunti altri nomi: stando alle dichiarazioni di un teste, gli aggressori potrebbero essere sei o sette. Potrebbe inoltre rischiare la contestazione di omissione di soccorso o concorso in omicidio chi era presente e non ha cercato di salvare Desirée. Gli inquirenti hanno ascoltato 10 persone; le ultime due ieri: una è l’amica che era insieme a Desirée. Tutte hanno visto la 16enne la sera dell’omicidio. Molte erano con lei nello stabile occupato.

Il fermo di uno degli accusati. In alto un’immagine di Desirée

Photo credits: Twitter

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