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Decreto Genova, ok alla Camera. Scontro M5S-Pd su condono a Ischia

Domenico Coviello 01/11/2018

Il voto finale in notturna (fra ieri e oggi 1 novembre) alla Camera sul decreto Genova sigilla ben due sedute fiume e uno scontro frontale tra Pd e Movimento 5 stelle sul condono edilizio a Ischia. Ma non è l’unico motivo di tensione: anche le norme relative alla gestione dei fanghi di depurazione sono al centro della protesta delle opposizioni, che in Aula sono intervenute a raffica per bloccare le nuove misure. La Lega, invece, si tiene defilata dallo scontro e, fatta eccezione per alcuni amministratori locali, non interviene nel botta e risposta tra Pd e M5s.

Del resto, ricordano fonti del partito di via Bellerio, la Lega era disponibile ad aprire ad alcune modifiche chieste dai dem. Dopo una nuova mattinata di proteste in Aula, con il Pd che interviene a raffica su ogni emendamento rallentando ulteriormente l’esame del provvedimento, il cui voto finale era previsto per l’ora di pranzo, la Conferenza dei capigruppo decide per i lavori a oltranza fino all’approvazione del decreto.

Governo e maggioranza pentastellata attaccano, ma anche il governatore ligure Giovanni Toti e il commissario straordinario di Genova, il sindaco Marco Bucci, puntano il dito contro i dem: “La decisione del Pd di fare ostruzionismo su un provvedimento così importante è uno schiaffo alla città di Genova”, tuona il ministro Riccardo Fraccaro. E il collega di governo, Danilo Toninelli, rincara la dose: “Con un ostruzionismo ipocrita Pd e FI stanno bloccando fondi per Genova, risorse in più che il decreto stanzia in favore di sfollati, imprese, lavoratori, logistica. Lottiamo contro chi non vuole il bene della città», spiega.

Poi include nelle critiche anche Forza Italia, che replica stizzita: “Noi da Toninelli ci aspettiamo qualunque cosa, ma siccome il ministro da due giorni non si è degnato di stare in aula un minuto, non è mai venuto a seguire il provvedimento, noi lezioni dal ministro non ne accettiamo”, scandisce la capogruppo Mariastella Gelmini, che smentisce il titolare dei Trasporti: “Non abbiamo mai fatto ostruzionismo. Pretendiamo che il ministro Toninelli si scusi e impari a fare questo mestiere”. Toninelli correggerà poi il tiro. Per Toti l’ostruzionismo “è intollerabile”.

Ma il Pd, compatto nel portare avanti la battaglia, restituisce al mittente le accuse e contrattacca: “Il governo ha scelto di inserire un condono edilizio nel collegio elettorale di Luigi Di Maio“, spiega il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio. “Che si chieda al Partito Democratico di non fare opposizione ci pare incredibile. Noi non vogliamo che questo condono passi”. E se governo e maggioranza eliminano la norma “incriminata”, ovvero l’articolo 25 del decreto, i dem si dicono pronti a votare subito il provvedimento. “L’Italia è flagellata dal maltempo e questi votano un condono nascondendolo dietro il dramma di Genova: squallore puro!”, è l’affondo dell’ex premier Matteo Renzi.

Altro tema di duro scontro è la norma sullo smaltimento dei fanghi: come nel caso delle norme sul condono edilizio, contestate dal Pd, ma anche da FI, FdI e Leu, anche in questo caso le opposizioni unite mettono in guardia il governo: “È una porcata”, è una norma “marchetta a qualche azienda”, “è vergognosa, mette a rischio la salute dei cittadini”, sono alcune delle frasi pronunciate in Aula. Il governo nega e anzi rilancia: “È una norma necessaria, rimediamo a un danno fatto dai governi precedenti”, spiega sempre Fraccaro. 

Photo credits: Twitter

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