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Covid, il clamoroso annuncio dell’Oms: fine di un’epoca

Pubblicato da
Paolo Colantoni

L’organizzazione Mondiale della Sanità, dopo tre anni e mezzo dall’inizio della pandemia, regala un annuncio a sorpresa

Dopo tre anni e mezzo di battaglia, con circa venti milioni di decessi e un numero imprecisato di ospedalizzazioni, la lotta al Covid è ufficialmente conclusa. “E’ con grande speranza che dichiaro chiusa l’emergenza sanitaria globale del Covid 19”, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, declassando la pandemia di Covid. L’annuncio, ha però sottolineato Tedros, “non “significa che il Covid sia finito come minaccia per la salute globale”.

Tre anni fa eravamo nel bel mezzo della pandemia: dopo restrizioni, mascherine, gel igienizzanti, lockdown più o meno diffusi, Green Pass, vaccini, battaglie ideologiche e mediche, ora il Covid non fa più paura. “Sinora – ha sottolineato Tedros – all’Oms sono stati segnalati quasi 7 milioni di decessi ma sappiamo che il bilancio è molte volte superiore, di almeno 20 milioni”. E nel segno della cautela il dg dell’Oms ha avvertito che “la cosa peggiore che qualsiasi paese potrebbe fare ora” è quella di “abbassare la guardia”.

Il 20 gennaio del 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, annunciò ufficialmente l’inizio dell’emergenza. Venne dichiarata  “l’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale per il Covid 19″. Un mese prima, il 31 dicembre 2019, nella città di Wuhan, in Cina, era avvenuta la prima segnalazione attribuibile a Sars Cov2. LA diffusione fu immediata. Nel giro di poche settimane i contagi si svilupparono in tutto il mondo con una velocità impressionante. Ogni Paese reagì in modo diverso: l’Italia (al pari di numerosi stati europei), optò per una chiusura totale. Il Regno Unito, guidato da Boris Johnson, optò per l’immunità di gregge, lasciando aperti locali pubblici come bar e ristoranti. Ma l’impennata di contagi ha poi convinto Downing Street a cambiare rotta. Approccio soft anche per un altro leader conservatore dell’epoca: Donald Trump che decidese di non imporre un lockdown nazionale negli Usa, rimettendo la decisione ai governatori dei singoli stati.

I vaccini, il green pass e le varianti

Le proteste sul Green Pass – Velvetnews.it

Dopo mesi di studi partirono i vaccini. I primi furono quelli russi, dello Sputnik. A settembre 2020 arrivarono in  occidente le candidature di Pfizer/Biontech, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson. Il 27 dicembre 2020 si celebra il Vaccine day, con la partenza delle inoculazioni su larga scala. Nell’estate 2021 l’Unione europea decide quindi di adottare il certificato digitale di vaccinazione per concedere, ai possessori, un graduale ritorno alla normalità. Una scelta che ha portato a divisioni e polemiche, con proteste di diverse associazioni di lavoratori. In Cina, dove tutto iniziò, si decise di chiudere tutto, attuando la politica Zero Covid: misure che portarono a proteste clamorose. Da lì la scelta di una riapertura immediata, che provocò nuovi contagi.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati dalle varianti: da Alfa (o ‘variante inglese’) a Delta (quella ‘indiana’). Sul finire del 2022 dal Sud Africa arriva, poi, Omicron più contagiosa ma meno grave delle precedenti. Tra vaccini, immunità e una forma più ‘lieve’, il Covid inizia quindi a perdere forza, trasformando il 2022 nell’anno del progressivo ritorno alla normalità. Il resto è storia di questi giorni.

Paolo Colantoni

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Paolo Colantoni

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