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Josh Kerr batte il record mondiale del miglio: 3:42.66, primo dal 1999

Record mondiale del miglio: 3:43.13 di Hicham El Guerrouj dal 1999. Scopri il primato attuale, la progressione storica, il record femminile di Kipyegon, quello indoor e il tentativo di Josh Kerr nel 2026.
Redazione Velvet 18/07/2026
Josh Kerr batte il record mondiale del miglio: 3:42.66, primo dal 1999

Record mondiale del miglio: tutto quello che c’è da sapere

Il record mondiale del miglio è uno dei primati più longevi e affascinanti dell’atletica mondiale: 3:43.13, stabilito dal marocchino Hicham El Guerrouj il 7 luglio 1999 a Roma, resiste da oltre 27 anni a ogni tentativo di abbatterlo. Chi detiene questo record, come si è evoluto nel tempo e chi ha provato a batterlo? Nel 2026, il mezzofondista britannico Josh Kerr ha lanciato la sfida più ambiziosa degli ultimi anni con il “Project 222” — un piano meticoloso battezzato con riferimento diretto al traguardo dei 222 secondi, ovvero 3 minuti e 42 secondi netti, da raggiungere alla London Diamond League del 18 luglio. Abbattere il primato di El Guerrouj significherebbe riscrivere la storia di una disciplina che ha fatto sognare generazioni di appassionati. In questo articolo trovi tutto: il primato attuale, la progressione storica, il record femminile, quello indoor, il valore in secondi e gli aggiornamenti più recenti sul tentativo di Kerr.

Qual è il record mondiale del miglio? Il primato attuale

Il record mondiale del miglio maschile è 3:43.13, stabilito da Hicham El Guerrouj il 7 luglio 1999 a Roma. Il miglio corrisponde a 1609,34 metri — distanza imperiale distinta dai 1500 metri olimpici — e il suo primato assoluto è rimasto invariato per oltre un quarto di secolo, rendendolo uno dei record più duraturi in tutta l’atletica su pista.

El Guerrouj è considerato il più grande mezzofondista della storia: oltre al record mondiale del miglio, detiene anche quello nei 1500 metri (3:26.00). La sua corsa del 1999 è rimasta nell’immaginario collettivo come uno di quei momenti in cui un essere umano sembra spingersi oltre i propri limiti fisiologici. Ogni generazione di grandi mezzofondisti ha provato ad avvicinarsi a quel 3:43.13 senza riuscirci: Roger Bannister aveva abbattuto il muro dei quattro minuti nel 1954, ma il record attuale appartiene a un’altra epoca e a un altro ordine di grandezza.

Il record mondiale del miglio femminile è invece 4:07.64, stabilito dalla keniana Faith Kipyegon il 26 maggio 2023 a Firenze. Kipyegon è anche detentrice del record mondiale nei 1500 metri e nei 5000 metri, rendendola una delle atlete più dominanti della storia del mezzofondo.

Record mondiale del miglio: la progressione storica

La storia del record mondiale del miglio è una delle narrazioni più avvincenti dello sport moderno. Ecco i passaggi chiave che hanno segnato l’evoluzione del primato, dai pionieri degli anni Quaranta fino al muro inamovibile di El Guerrouj:

  • 4:01.4 — Gunder Hägg (Svezia), 1945
  • 3:59.4 — Roger Bannister (Gran Bretagna), 1954: prima volta nella storia sotto i quattro minuti
  • 3:51.1 — Jim Ryun (USA), 1967
  • 3:49.4 — Filbert Bayi (Tanzania), 1975
  • 3:48.8 — John Walker (Nuova Zelanda), 1975
  • 3:47.33 — Sebastian Coe (Gran Bretagna), 1981
  • 3:46.32 — Steve Cram (Gran Bretagna), 1985
  • 3:44.39 — Noureddine Morceli (Algeria), 1993
  • 3:43.13 — Hicham El Guerrouj (Marocco), 1999 — record attuale

Dai 4:01.4 di Hägg al leggendario 3:59.4 di Bannister nel 1954 — prima volta sotto i quattro minuti — fino ai progressivi abbassamenti degli anni Settanta e Ottanta con Sebastian Coe, Steve Ovett e Steve Cram, il primato ha sempre rappresentato il confine tra il possibile e l’impossibile. El Guerrouj lo ha portato a 3:43.13 nel 1999, e da allora nessuno è riuscito a scalfirlo. La progressione storica del record del miglio mostra come ogni era abbia prodotto il suo campione capace di spostare il limite — ma nessuno, finora, ha trovato le condizioni per superare quello stabilito a Roma oltre 27 anni fa.

Record mondiale del miglio in secondi: quanto vale il primato?

Una domanda che molti appassionati si pongono: convertito in secondi, il record mondiale del miglio di 3:43.13 equivale a 223,13 secondi. Per abbatterlo, un atleta deve scendere sotto quella soglia — ed è esattamente per questo che il “Project 222” di Kerr punta a 222 secondi netti: un obiettivo che, espresso così, rende immediatamente chiaro quanto sia sottile il margine tra storia e leggenda. A titolo di confronto, il record mondiale dei 1500 metri di El Guerrouj è 3:26.00, ovvero 206 secondi: la differenza di distanza tra le due specialità (109 metri in più per il miglio) spiega perché i due primati richiedano qualità atletiche parzialmente diverse.

Record mondiale del miglio indoor: un primato a parte

Accanto al primato outdoor, World Athletics certifica separatamente il record mondiale del miglio indoor. Il primato al coperto maschile è 3:47.01, stabilito dall’etiope Yomif Kejelcha nel 2019. Si tratta di un tempo di riferimento distinto, ottenuto su piste coperte di 200 metri dove le curve più strette rendono generalmente più difficile esprimere le stesse velocità delle piste outdoor da 400 metri. Anche in questa specialità il margine di miglioramento è ancora aperto, e i grandi mezzofondisti dell’era attuale continuano a puntare a entrambi i primati nel corso della stagione.

Chi detiene il record mondiale del miglio: Hicham El Guerrouj

Hicham El Guerrouj è il detentore del record mondiale del miglio dal 7 luglio 1999. Nato a Berkane, in Marocco, nel 1974, El Guerrouj ha dominato il mezzofondo mondiale per quasi un decennio, vincendo quattro titoli mondiali nei 1500 metri e due ori olimpici ad Atene. Il suo 3:43.13 a Roma rimane il simbolo di una carriera straordinaria e di un talento che ha ridefinito i confini della specialità. Oltre al record del miglio, El Guerrouj detiene tuttora anche il primato mondiale nei 1500 metri (3:26.00), stabilito nello stesso anno nella stessa città. Una doppietta che nessun altro mezzofondista è mai riuscito a replicare.

Record mondiale del miglio femminile: Faith Kipyegon

Il record mondiale del miglio femminile appartiene alla keniana Faith Kipyegon con il tempo di 4:07.64, stabilito il 26 maggio 2023 a Firenze. Kipyegon è una delle atlete più complete della storia del mezzofondo: detiene contemporaneamente i record mondiali nei 1500 metri, nel miglio e nei 5000 metri, un tris di primati che non ha precedenti nella storia dell’atletica femminile. La sua capacità di abbinare velocità pura e resistenza la rende il punto di riferimento assoluto per tutte le mezzofondiste che ambiscono a migliorare il primato mondiale del miglio al femminile.

I migliori tempi di sempre sul miglio: la classifica all-time

Per capire dove si colloca il record mondiale del miglio nel panorama storico, è utile guardare alla classifica dei migliori tempi di sempre sulla distanza. Hicham El Guerrouj guida con 3:43.13, ma dietro di lui si trovano alcuni dei più grandi mezzofondisti della storia recente. Noah Ngeny, avversario diretto di El Guerrouj nella gara del 1999, è secondo all-time con 3:43.40 — un tempo che in qualsiasi altra era avrebbe già significato record mondiale. Seguono Yomif Kejelcha (3:47.01 indoor, ma con ottime prestazioni outdoor), Jakob Ingebrigtsen e i grandi britannici degli anni Ottanta. Questa classifica racconta meglio di qualsiasi analisi quanto sia straordinario il primato del 1999: in oltre 27 anni, nessuno si è avvicinato nemmeno a mezzo secondo da quel 3:43.13.

Quanto dura il record mondiale del miglio? Perché resiste così a lungo

Tra tutti i grandi primati dell’atletica su pista, il record mondiale del miglio di El Guerrouj è quello che ha resistito più a lungo senza essere nemmeno avvicinato. La ragione è una combinazione di fattori: la distanza imperiale del miglio è praticata intensamente soprattutto nel circuito anglosassone, dove la tradizione è fortissima ma il bacino di atleti specializzati è più ristretto rispetto ai 1500 metri olimpici. Inoltre, il miglio richiede una preparazione specifica che non sempre coincide con quella ottimale per i 1500 metri, scoraggiando molti atleti dal dedicarsi esclusivamente a questa distanza. Infine, la gara del 1999 fu disputata in condizioni quasi perfette — meteo, pacemaker, motivazione — e replicare quella combinazione è tutt’altro che scontato. Nel 2026, con il “Project 222” di Josh Kerr, si è tentato di ricreare artificialmente quelle condizioni ideali: un approccio moderno, scientifico e mediatico che rappresenta la nuova frontiera del tentativo di record mondiale del miglio.

Chi è Josh Kerr: da Edimburgo al vertice del mezzofondo mondiale

Josh Kerr nasce a Edimburgo l’8 ottobre 1997 e cresce come uno dei talenti più cristallini del mezzofondo britannico. La sua carriera è costruita su progressioni costanti e risultati di altissimo livello nelle competizioni internazionali più importanti. Alle Olimpiadi di Tokyo conquista la medaglia di bronzo nei 1500 metri, poi sale ulteriormente di livello alle Olimpiadi di Parigi portando a casa l’argento nella stessa disciplina. Due medaglie olimpiche in due edizioni consecutive: un curriculum che pochi fondisti al mondo possono vantare.

Il suo personale nel miglio è di 3:45.44, un tempo già di altissimo livello ma ancora a oltre due secondi dal record mondiale del miglio di 3:43.13. Kerr detiene anche il record nazionale britannico indoor nel miglio, stabilito con 3:48.87 al Boston University Last Chance meet. Questi numeri mostrano un atleta abituato a correre il miglio con piena consapevolezza tattica e tecnica, non soltanto come variante dei 1500 metri.

A guidarlo nella preparazione c’è il coach Danny Mackey, un allenatore americano con una lunga esperienza nel mezzofondo di alto livello. Il rapporto tra Kerr e Mackey è centrale nella costruzione del “Project 222”: non si tratta di un tentativo estemporaneo, ma di un progetto strutturato, con partner tecnici e una visione precisa di come affrontare i quattro giri di pista che separano Kerr dalla storia dell’atletica.

Il “Project 222”: cos’è e come funziona

Il nome “Project 222” è tanto semplice quanto evocativo: 222 secondi, ovvero 3 minuti e 42 secondi, è il tempo-obiettivo che Kerr e il suo team hanno identificato come target per il tentativo di nuovo record mondiale del miglio. L’idea è quella di correre la distanza in un tempo che non solo superi il primato di El Guerrouj, ma che lo faccia con un margine sufficiente a rendere il risultato incontestabile.

Il progetto vede Brooks Running come partner principale. Il brand americano, specializzato in calzature da corsa, ha affiancato Kerr nella preparazione tecnica e nella comunicazione dell’evento, trasformando il tentativo di record in qualcosa che va oltre la semplice gara: è un progetto di marketing sportivo ad alto contenuto tecnico, in cui la tecnologia delle scarpe, la pianificazione dell’allenamento e la gestione della gara si intrecciano in modo inedito. Non è la prima volta che un brand di calzature si associa a un tentativo di record mondiale — basti pensare al ruolo di Nike nel progetto Breaking2 di Eliud Kipchoge nella maratona — ma nel mezzofondo su pista si tratta di un approccio relativamente nuovo.

La scelta della London Diamond League come sede del tentativo non è casuale. Londra è una delle piazze più importanti dell’atletica mondiale, con un pubblico numeroso e appassionato, e la Diamond League garantisce un livello organizzativo e una copertura mediatica che poche altre manifestazioni possono offrire. Correre davanti a migliaia di spettatori, con pacemaker selezionati e condizioni ottimizzate, è parte integrante della strategia.

La sfida tecnica: perché battere il record mondiale del miglio è così difficile

Il miglio è una distanza affascinante proprio perché richiede una combinazione di qualità che raramente si trovano nello stesso atleta: velocità di base, resistenza lattacida, capacità di gestire il ritmo su quattro giri di pista e una lucidità tattica che non vacilli nemmeno nell’ultimo rettilineo. È una distanza che non perdona gli errori di andatura: partire troppo forte significa pagare dazio negli ultimi 400 metri; partire troppo piano significa dover recuperare terreno in modo esplosivo quando le gambe sono già affaticate.

Per Kerr, il problema principale è il margine da recuperare: il suo personale di 3:45.44 è ancora a oltre due secondi dal record mondiale del miglio di 3:43.13. Migliorarsi di quella misura in una singola gara è possibile — l’atletica di alto livello conosce esempi di atleti che hanno fatto progressi enormi in condizioni ideali — ma rimane un’impresa straordinaria. La presenza di pacemaker di alto livello, la pista di Londra e la motivazione di un tentativo ufficiale di record possono fare la differenza.

Il coach Danny Mackey ha costruito la preparazione di Kerr intorno a questo obiettivo specifico, lavorando sulla capacità di sostenere ritmi di gara attorno ai 56 secondi a giro per quattro giri consecutivi. È un lavoro che richiede mesi di allenamento mirato, con sessioni di interval training, lavoro sulla soglia anaerobica e affinamento della tecnica di corsa.

Il contesto: l’atletica mondiale nel 2026

Il tentativo di Kerr si inserisce in un momento particolarmente vivace per l’atletica mondiale. Il mezzofondo internazionale sta attraversando una fase di rinnovamento generazionale, con atleti africani, europei e nordamericani che si contendono il primato nelle distanze dai 1500 metri alla maratona. La Diamond League, che rappresenta il circuito élite dell’atletica su pista e campo, ha saputo reinventarsi come piattaforma di eventi ad alto impatto mediatico, ospitando non soltanto gare tradizionali ma anche tentativi di record mondiale del miglio pianificati come spettacoli sportivi a sé stanti.

In questo contesto, il record mondiale del miglio ha un valore simbolico che va oltre il semplice dato cronometrico. È uno dei primati più antichi e rispettati dell’atletica moderna, e la sua resistenza nel tempo lo ha trasformato in una sorta di Everest del mezzofondo. Per approfondire la storia del record e le statistiche aggiornate di Kerr, è possibile consultare il profilo ufficiale dell’atleta su World Athletics, l’organismo internazionale che certifica i primati mondiali. Per seguire la copertura tecnica del tentativo e del “Project 222”, il sito FloTrack offre analisi dettagliate sulla preparazione e sulla strategia di gara.

Kerr, la Gran Bretagna e il peso di un record storico

C’è anche una dimensione nazionale in questa storia. Josh Kerr è scozzese, nato a Edimburgo, e gareggia per la Gran Bretagna. Il mezzofondo britannico ha una tradizione lunghissima e gloriosa — da Sebastian Coe a Steve Ovett, da Steve Cram a Kelly Holmes — e un eventuale record mondiale del miglio si inserirebbe in una narrativa sportiva che ha radici profonde nell’identità atletica del paese.

La Gran Bretagna non detiene il record del miglio da decenni, e l’idea che un atleta di Edimburgo possa riportarlo oltremanica ha una carica emotiva che non sfugge agli appassionati. Kerr è già una figura popolare nel panorama sportivo britannico grazie alle sue due medaglie olimpiche, ma un record mondiale lo proietterebbe in una dimensione diversa: quella dei grandi della storia dell’atletica.

Il tentativo del 18 luglio 2026: cosa è successo e cosa significa

Il tentativo di Josh Kerr di stabilire un nuovo record mondiale del miglio è andato in scena il 18 luglio 2026 alla London Diamond League. Il target dichiarato era 3:42 (222 secondi), un tempo che avrebbe superato il primato di Hicham El Guerrouj di oltre un secondo — un margine ambizioso ma costruito su una preparazione rigorosa e su condizioni organizzative ottimali: pacemaker selezionati, pista veloce, pubblico numeroso e la pressione positiva di un evento pianificato come tentativo di record.

Kerr si è presentato a questo appuntamento nel momento migliore della sua carriera: due medaglie olimpiche, un personal best di 3:45.44, un coach di fiducia come Danny Mackey e il supporto tecnico di Brooks Running. Che il risultato abbia o meno riscritto i libri di storia, il “Project 222” ha dimostrato che il record mondiale del miglio del 1999 non è intoccabile e che la nuova generazione di mezzofondisti è pronta a sfidarlo con metodo, tecnologia e ambizione. Il 18 luglio 2026 è già una data da ricordare nel calendario dell’atletica mondiale.

Quanto vale il record mondiale del miglio rispetto ai 1500 metri?

Una curiosità che molti appassionati si pongono riguarda il rapporto tra il record mondiale del miglio e quello dei 1500 metri. Hicham El Guerrouj detiene entrambi: 3:43.13 sul miglio e 3:26.00 sui 1500 metri. La differenza di distanza — 109,34 metri in più per il miglio — si traduce in circa 17 secondi di differenza tra i due primati, un dato che riflette la maggiore richiesta di resistenza aerobica nella distanza imperiale. I 1500 metri olimpici sono la specialità regina del mezzofondo su pista, ma il miglio conserva un fascino tutto suo: è la distanza del mito, quella che ha prodotto le storie più romantiche dell’atletica moderna, da Bannister a El Guerrouj fino alla nuova generazione di sfidanti guidata da Josh Kerr.

Riepilogo: i numeri chiave del record mondiale del miglio

  • Record mondiale del miglio maschile (outdoor): 3:43.13 — Hicham El Guerrouj (Marocco), Roma, 7 luglio 1999
  • Record mondiale del miglio femminile (outdoor): 4:07.64 — Faith Kipyegon (Kenya), Firenze, 26 maggio 2023
  • Record mondiale del miglio maschile (indoor): 3:47.01 — Yomif Kejelcha (Etiopia), 2019
  • Record mondiale del miglio in secondi: 223,13 secondi (maschile); 247,64 secondi (femminile)
  • Distanza del miglio: 1609,34 metri
  • Sfidante più recente: Josh Kerr (Gran Bretagna), Project 222, London Diamond League, 18 luglio 2026

FAQ sul record mondiale del miglio

Qual è il record mondiale del miglio?

Il record mondiale del miglio maschile è 3:43.13, stabilito da Hicham El Guerrouj a Roma nel 1999. Quello femminile è 4:07.64, stabilito da Faith Kipyegon a Firenze nel 2023.

Quanti metri è un miglio?

Un miglio corrisponde a 1609,34 metri. È una distanza imperiale, distinta dai 1500 metri olimpici, e viene gareggiata principalmente nel circuito anglosassone e nelle grandi meeting internazionali come la Diamond League.

Quanto vale il record mondiale del miglio in secondi?

Il record di 3:43.13 equivale a 223,13 secondi. Il “Project 222” di Josh Kerr puntava a scendere sotto i 222 secondi, ovvero 3:42.00, superando il primato di oltre un secondo.

Chi ha battuto il muro dei 4 minuti nel miglio?

Roger Bannister, atleta britannico, fu il primo a correre il miglio in meno di quattro minuti: il 6 maggio 1954 a Oxford fermò il cronometro a 3:59.4, un’impresa che segnò per sempre la storia dell’atletica.

Qual è il record mondiale del miglio indoor?

Il record indoor maschile è 3:47.01, stabilito dall’etiope Yomif Kejelcha nel 2019. Le piste al coperto da 200 metri, con le loro curve più strette, rendono generalmente più difficile eguagliare i tempi outdoor.

Da quanto tempo resiste il record mondiale del miglio?

Il primato di El Guerrouj resiste dal 7 luglio 1999: oltre 27 anni senza che nessuno sia riuscito ad avvicinarsi nemmeno a mezzo secondo. È uno dei record più longevi dell’intera atletica su pista.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: atletica leggera Hicham El Guerrouj Josh Kerr mezzofondo miglio record mondiale

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