Brexit, le conseguenze sull’economia e sulla vita degli Europei

La Brexit avrà importanti conseguenze politiche, economiche e finanziarie, che influenzeranno anche la nostra vita. Vediamo quali cambiamenti porterà la scelta dei britannici nelle nostre vite

LA POLITICA

Le ripercussioni politiche della decisione nel Regno Unito saranno probabilmente estese e durature, ma anche immediate, a cominciare dal futuro di David Cameron. Il premier britannico ha annunciato che ci vorrà un nuovo leader politico per condurre le trattative con UE e si è dimesso. Il negoziato sarà un’impresa titanica senza precedenti. Nel frattempo potrebbero intensificarsi le speculazioni sulle possibili ripercussioni sugli altri Paesi europei e sullo stesso progetto comunitario. Le prossime elezioni generali in altri Paesi europei nell’immediato in Spagna saranno seguite con grande interesse, così come le riforme costituzionali al vaglio in Italia nel prossimo autunno.

IL MERCATO

L’effetto della Brexit sui mercati è già drammaticamente evidente nel Regno Unito: calo della sterlina, volatilità in forte aumento e crollo delle azioni. L’immediata correzione nelle quotazioni degli asset britannici potrebbe arrestarsi dopo una settimana o due, ma è meglio prepararsi a nuove ondate di ribasso in coincidenza con la pubblicazione di dati economici sfavorevoli o con gli sviluppi politici cui si è accennato.

Londra

VIAGGI

Finora per andare nel Regno Unito bastava un semplice documento di identità, ma dovremmo chiedere un visto in caso di viaggio in Europa, lo stesso vale per i cittadini britanni che vogliono viaggiare in Europa. La svalutazione della sterlina sull’euro ridurrà il potere d’acquisto: le famiglie britanniche dovranno pagare più, anche in conseguenza degli accordi comunitari che permettono a ogni compagnia europea di operare senza limiti di frequenza, capacità o prezzo nello spazio aereo europeo. Le tariffe dei telefoni cellulari sono state su scala europea, senza tralasciare le norme europee che consentono di ottenere un risarcimento finanziario in caso di ritardo o annullamento di un volo.

LAVORO E SANITÀ

Un altro problema riguarda la copertura medica dei britannici che vivono all’estero: in Francia ad esempio, beneficiano del sistema sanitario nazionale, pagato dalla Sanità pubblica britannica, in base ad un accordo bilaterale. Allo stesso modo, potrebbe essere richiesto un permesso di lavoro per i britannici che lavorano nell’Unione Europea. Probabile una delocalizzazione di numerosi impieghi, in particolare per quel che riguarda le grandi banche (Morgan Stanley ha previsto il trasferimento di 1.000 persone su 6.000 dal Regno Unito verso l’Unione Europea, mentre Goldman Sachs ne dovrebbe trasferire almeno 1.600). Effetti ancora più pesanti per gli oltre 1,3 milioni di britannici che risiedono negli altri Paesi europei, tra cui Spagna (319.000), Irlanda (249.000), Francia (171.000) o Germania (100.000).

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